Influenza aviaria: in arrivo 22 milioni per risollevare gli allevamenti padovani

Dopo l'epidemia del 2017, anche il Padovano rientra nel progetto di aiuti finanziati da Unione Europea e Governo. Coldiretti: "Risultato importante, ma non è ancora finita"

Buone notizie per i proprietari di allevamenti avicoli: sono in arrivo nuove risorse dall’Unione Europea e dal Ministero delle politiche agricole per superare l’emergenza aviaria con misure a sostegno delle imprese.

22,2 milioni in arrivo

Il comitato di gestione della Commissione Europea ha disposto misure eccezionali per sostenere i settori delle uova e delle carni di pollame in Italia, colpiti nel 2016 e 2017 dall'influenza aviaria. Il provvedimento, frutto dell'intensa attività della delegazione italiana del Ministero delle politiche agricole, su costante sollecitazione di Coldiretti, prevede lo stanziamento di 11,1 milioni di euro. Il bilancio nazionale ne aggiungerà altrettranti da destinare alle aziende che hanno subito danni indiretti dovuti a provvedimenti sanitari di restrizione alle movimentazioni degli animali e delle merci, fino alla data del 28 settembre 2017. Confermando gli aiuti, il Ministero spiega che è prevista anche una serie di indennizzi variabili, a seconda delle tipologie, per le perdite di produzione del pollame e dei riproduttori, per il prolungamento del periodo di allevamento e per l'eliminazione degli animali.

I soldi della Regione

“É un buon risultato, che attendevamo da tempo e che abbiamo più volte sollecitato - ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - Questo provvedimento si aggiunge agli stanziamenti per circa 4 milioni di euro disposti nella nostra regione per il biennio 2018/2019 per dare ossigeno al settore avicolo. Come ha ribadito il ministro delle politiche agricole, il negoziato con la Commissione Europea non è ancora finito, perché è in discussione un ulteriore sostegno, vista l'esigenza del settore produttivo, per il periodo successivo al 28 settembre 2017". "Il Veneto beneficerà di risorse importanti per affrontare la crisi dell’avicoltura grazie a mesi di lavoro e di confronto tra Coldiretti e i ministeri competenti" conclude Bressan.

I numeri a Padova

L'anno scorso nel Padovano, in particolare nella Bassa, si sono verificati alcuni casi di influenza aviaria che hanno messo in notevole difficoltà gli allevamenti. I fondi permetteranno di coprire anche i danni da depopolamento e da mancato accasamento degli avicoli. In provincia di Padova gli allevamenti avicoli sono circa 650, concentrati per lo più nella Bassa Padovana fra Este e Montagnana ma presenti in tutto il territorio. Gli allevamenti più diffusi sono quelli dei polli da carne e delle galline da uova, con oltre 4 milioni di capi. Seguono i tacchini con circa mezzo milione di capi in poco meno di 80 allevamenti e le faraone con 360mila capi. Il fatturato supera i 125 milioni di euro, con una produzione di quasi 91mila tonnellate, che posiziona la provincia di Padova al secondo posto in Veneto dopo Verona (dati Veneto Agricoltura). Il Veneto è la prima regione in Italia per il comparto avicolo e Padova gioca un ruolo di spicco.

Salute garantita

Coldiretti Padova ricorda che non c’è alcuna ripercussione per la salute pubblica e che i sistemi di prevenzione e controllo messi in atto dalle aziende stesse in collaborazione con il servizio veterinario regionale garantiscono interventi tempestivi ed efficaci per isolare i focolai. “I nostri allevatori sono preparati e in grado di muoversi con tempestività - ricorda Bressan - Il monitoraggio è costante grazie al lavoro del servizio veterinario che opera a stretto contatto con le aziende. Da molti anni la sicurezza sanitaria è ampiamente garantita nei nostri allevamenti e l’intera filiera è sottoposta a rigorosi controlli sotto ogni aspetto".

Controlli capillari

Non è da sottovalutare che tra gli effetti collaterali dell'influenza aviaria ci sono i cali dei consumi di carne e uova. "I consumatori possono stare tranquilli - conclude Bressan - perché hanno la garanzia che le nostre carni, provenienti da capi allevati e macellati in Italia, sono sottoposte continuamente a tutti i controlli a tutela della salubrità e della qualità della produzione. L’unico rischio in questi frangenti, semmai, è quello della speculazione da parte di soggetti senza scrupoli che approfittano delle notizie di questi giorni per alzare i prezzi al consumo. Una pratica scorretta e del tutto ingiustificata, che saremo pronti a denunciare”.

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