Bancarotta fraudolenta: sequestri per 1 mln, anche progetto di una centrale idroelettrica

La Guardia di Finanza di Padova ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale patavino nei confronti dei beni riconducibili ad una società di Grantorto operante nel settore dell'impiantistica e delle forniture elettriche

La Guardia di Finanza di Padova, al termine delle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica (sostituto procuratore Luisa Rossi), ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale patavino nei confronti dei beni riconducibili ad una società di Grantorto operante nel settore dell’impiantistica e delle forniture elettriche, dichiarata fallita nell’ottobre 2015.

GLI INDAGATI. Tre gli indagati: l’amministratore unico ed il procuratore speciale della fallita, rispettivamente padre e figlio, insieme all’amministratore unico di tre società a responsabilità limitata nonché socio amministratore di una tenuta agricola, a vantaggio delle quali sono stati distratti i beni della fallita. Gli indagati rispondono, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta patrimoniale.

SEQUESTRATI BENI PER UN MILIONE. Il valore contabile dei beni complessivamente sequestrati dal Nucleo di polizia tributaria di Padova ammonta a circa un milione di euro. Si tratta, in particolare, di un ramo d’azienda costituito per la realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Malunga, in provincia di Vicenza, iscritto nel bilancio dell'azienda per oltre 670mila euro, di un terreno in Grantorto del valore di 130mila euro, nonché di dieci veicoli.

LE INDAGINI.  Quanto emerso dalle indagini è una sistematica espoliazione degli assets patrimoniali della fallita, in stato di crisi già dal 2012. L’attività distrattiva, concentrata nel 2014, è stata per lo più realizzata mediante cessioni solo fittiziamente compensate con crediti derivanti, nella maggior parte dei casi, da generiche attività di consulenza “omnibus”, spesso estranee all’oggetto sociale ed in realtà mai provate né documentate.

IL CASO DELLA CENTRALE IDROELETTRICA. Emblematico il caso del ramo d’azienda comprendente il progetto tecnico per la realizzazione della centrale idroelettrica di Malunga (Vicenza), ceduto in data 23 aprile 2014 ad un'altra società: la fattura di vendita, tuttavia, non è stata pagata perché il credito della fallita è stato posto in compensazione con il credito risultante dalla fattura numero 1, datata anch’essa 23 aprile 2014, emessa questa volta dalla società in questione nei confronti dell'azienda di Grantorto, per non documentata attività di consulenza tecnica e progettazione verso nuove energie rinnovabili, attività che la prima neppure esercitava.
 

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