Padova, bomba carta esplode davanti alla moschea all'Arcella

Il botto, in via Jacopo da Montagnana a Padova, ha svegliato l'intero quartiere. Sul posto sono stati rinvenuti l'ordigno e un fumogeno. Sull'accaduto indaga la Digos. Non ci sono state rivendicazioni dell'atto

Da sinistra: l'esterno della moschea; Shah Selim della commissione blangladesh di Padova indica il luogo dove è stato rinvenuto il fumogeno; a destra della porta, in basso, il punto in cui è avvenuta l'esplosione

Una bomba carta è stata fatta esplodere, nella notte fra giovedì e venerdì, sulla strada davanti alla moschea di via Jacopo da Montagnana a Padova, nel quartiere Arcella. I fatti risalgono a mezzanotte e mezza. Sono stati i residenti, svegliati dall'intenso boato, a chiamare la polizia.

BOMBA CARTA ALLA MOSCHEA. Il Bangladesh islamic center si trova al civico 7a. All'arrivo degli agenti, la porta che si trova a sinistra dell'accesso al cortile privato della moschea è stata trovata divelta: le stesse persone che hanno provocato l'esplosione l'hanno sfondata a calci. All'esterno, sono stati rinvenuti, invece, il residuo di una bomba carta dal diametro di 10 centimetri, con la miccia, e un fumogeno. Quest'ultimo è stato probabilmente impiegato per oscurare eventuali telecamere presenti nella zona. 

"NON SAPPIAMO SE CE L'AVESSERO CON NOI". Shah Selim, della commissione Blangladesh di Padova, racconta l'accaduto e mostra i luoghi dove sono stati rinvenuti la bomba carta e il fumogeno: "I residenti hanno sentito un forte rumore e hanno chiamato il 113 - spiega - poi sono rimasti chiusi nelle loro case perché hanno avuto paura. Gli agenti sono arrivati verso l'una. Non sappiamo - spiega - se l'esplosione fosse indirizzata al nostro centro culturale, o se fosse un tentativo di intimidazione nei confronti dei residenti. Noi non pensiamo che qualcuno possa avercela con noi, così come noi non abbiamo nulla contro nessuno".

INDAGINI IN CORSO. L'ordigno è stato repertato. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Digos, che sta anche verificando se vi siano impianti di videosorveglianza che abbiano immortalato l'accaduto. Non sono state, infatti, trovate scritte né ci sono state, al momento, rivendicazioni. Il luogo di culto, giovedì sera, era stato chiuso alle 20. Oltre alla moschea, il complesso ospita anche alcuni appartamenti occupati prevalentemente da immigrati congalesi e bangladesi. La porta abbattuta ai calci, ai piedi della quale è avvenuta l'esplosione, dà proprio accesso a questi alloggi. Fino ad oggi, il centro di preghiera non aveva mai creato problemi salvo alcune discussioni con i residenti in merito all'utilizzo dei parcheggi.

BITONCI. "Sono contro ogni forma di violenza - ha affermato il sindaco di Padova, Massimo Bitonci - non dobbiamo farci sopraffare dalla paura. Spero - ha concluso - che le forze dell'ordine e la magistratura facciano subito chiarezza, ed individuino i colpevoli di questo gesto". 

ZAIA. "Questi episodi si condannano senza se e senza ma - ha commentato la vicenda il governatore del Veneto Luca Zaia - la base del dialogo non è certo rappresentata da fatti come questi e non è cosi che si risolvono i problemi di integrazione".

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