"Bonollo rinuncia all'iniziativa legale contro la protesta dei cittadini"

"Si chiude con un nulla di fatto e non luogo a procedere la querelle tra l'azienda Bonollo e un cittadino di Conselve che si era opposto alla loro intimidazione legale di rimuovere degli striscioni. Dal Comitato soddisfazione per la riaffermazione del diritto alla protesta ed alla denuncia dell'inquinamento"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Si è svolta nel primo pomeriggio l'udienza presso il Tribunale di Padova promossa dalla Bonollo avverso un cittadino che aveva esposto striscioni di protesta contro l'inquinamento a Conselve.

Di fatto la ditta Bonollo, tramite i propri Legali, ha rinunciato alla iniziativa restrittiva accettando e riaffermando i titoli per la legittima protesta dei cittadini e dei comitati contro i fenomeni e i disagi legati all'attività della distilleria omonima in via Padova a Conselve.

Ricordiamo il contendere: a seguito della richiesta di ampliamento di un anno fa, nel luglio 2012, il Comitato Lasciateci Respirare locale e i cittadini, decisero di iniziare una protesta esponendo vari striscioni che condannavano i notevoli disagi e l'inquinamento prodotti dalla Bonollo. Dopo esattamente un anno dall'esposizione, ad agosto di quest'anno, arriva una "intimidazione" tramite una missiva dei Legali della Bonollo che intimava la rimozione degli striscioni, pena una denuncia per diffamazione ed ingiurie oltre ad una richiesta di danni.

Alcuni cittadini, intimoriti, rimuovevano le scritte, mentre un cittadino, abitante distante dalla distilleria ed in una via laterale, "in disaccordo" con l'iniziativa restrittiva, decideva di rimuovere quelli "incriminati" ed ri-appenderne degli altri.

Da qui la "paradossale" genesi che ha poi generato l'epilogo nell'udienza di stamani.

Dal Comitato cantano vittoria affermando: "Sarebbe stato un precedente che avrebbe macchiato per sempre la libertà di espressione ed il diritto sacrosanto di denunciare ciò che non va, cosi come sancito dall'Art. 21 della Costituzione, nel caso di specie, l'evidente inquinamento e la deriva permissivista e prona dell'amministrazione ad una azienda che si spaccia per "eccellenza" ma che poi sulla carta e nei fatti quotidiani in zona, rappresenta il contrario". E sempre dal Comitato aggiungono " la mobilitazione di sabato scorso con la protesta, a fianco dell'azienda e poi in piazza a Conselve nonchè il tam tam mediatico, hanno probabilmente dissuaso l'azienda a non procedere oltre per non avere poi un ritorno negativo di immagine e l'ipotesi di altre ostilità dei comitati e dei cittadini!"

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