Cacciatore non torna a casa, lo trovano nella notte in un pozzo con l'acqua alla gola

L'allarme è scattato verso le 24 tra giovedì e venerdì. Un 74enne di Campodoro è stato individuato a Cona (Venezia). Era in acqua da ore. Si era accasciato, è grave

Le operazioni di salvataggio dei vigili del fuoco

Non torna a casa e i famigliari lanciano l'allarme. Lo trovano in un pozzo con il suo cane, stremato e in stato di "vistosa ipotermia". Un cacciatore di 74 anni di Campodoro deve ringraziare la prontezza di carabinieri e vigili del fuoco se le sue ricerche non si sono concluse in tragedia. L'allarme è scattato verso le 24 della notte tra giovedì e venerdì. La moglie dell'uomo si presenta dai carabinieri spiegando che il loro caro non è rientrato a casa dopo essere andato a caccia, come era solito fare di tanto in tanto, nelle zone circostanti al cimitero di Cantarana, nel territorio di Cona (Venezia). La sua assenza prolungata fa quindi temere il peggio.

TROVATO IN UN POZZO CON L'ACQUA ALLA GOLA. Subito nel Veneziano vengono organizzate almeno due squadre di ricerca che setacciano il territorio, nonostante l'oscurità. Più il tempo passa e più la preoccupazione aumenta. L'auto dello scomparso viene individuata proprio nel parcheggio del camposanto, dunque le ricerche si concentrano in quell'area. Finché gli uomini in divisa, dopo aver ispezionato la zona circostante, si accorgono di una una vasca di decantazione, profonda quattro metri e in parte piena d’acqua, all'interno del quale si trovava il 74enne, in evidente stato di ipotermia. Nonostante la scarsa profondità, l'acqua raggiunge il livello della gola dell'anziano: si sarebbe infatti accasciato poiché ad un certo punto, complice il freddo pungente, le gambe non gli avrebbero più retto il peso del corpo. Rantola. È uscito di casa alle 14.30 e con ogni probabilità è rimasto imprigionato in quel pertugio per diverse ore, almeno dal pomeriggio precedente.

IL SALVATAGGIO. È in ipotermia quando i sanitari del 118 gli prestano le prime cure per aumentare la temperatura corporea e per permettergli il trasferimento in ospedale. È stato salvato anche il suo cane, un breton di nome Fiocco, che si trovava nel pozzo con il padrone. Tentava di tenerlo in alto, per salvargli la vita. I  due erano accomunati in un destino che per fortuna è cambiato nel momento in cui i soccorritori sono riusciti a individuare la loro presenza. Gli sforzi dei sanitari si sarebbero concentrati soprattutto sulle gambe dello sventurato. Nei momenti subito successivi al salvataggio, infatti, non riusciva a muoverle. È svenuto, stremato per la fatica e per le sue condizioni di salute. Anche il cane ha accusato pesanti sintomi di ipotermia, è stato preso in cura dai familiari per essere portato da un veterinario.

LA RICOSTRUZIONE. L'ipotesi più accreditata è che il primo a finire nel pozzetto, che era scoperto, sia stato proprio l'animale. A quel punto l'anziano avrebbe poggiato il fucile a terra (è stato trovato sull'erba) e avrebbe cercato di raggiungere la bestiola. Finendo dentro anche lui. È stato necessario posizionare una scala per recuperare lo sventurato, trasferito all'ospedale di Piove di Sacco e poi nel reparto di Cardiologia di Padova. A calarsi è stato un vigile del fuoco con un idrocostume e a raggiungere l’uomo, coperto dall’acqua fino alle spalle, allo stremo delle forze, che si scaldava con il proprio cane tenendogli il muso fuori dall’acqua.

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