Finisce in carcere il venetista che investì un carabiniere e mostrò la "patente veneta"

Il padovano Gabriele De Pieri è stato raggiunto da un'ordine di carcerazione: non ha svolto i lavori socialmente utili assegnati dal tribunale. Nel 2016 ha forzato un posto di blocco nel Vicentino investendo un militare nel tentativo di scappare ed è stato arrestato

La giustizia italiana ha presentato il conto al noto venetista e autoproclamato "presidente dello Stato di Padova della Repubblica Veneta", arrestato su disposizione del tribunale lunedì sera.

Messaggio non recepito

Gabriele De Pieri, 51enne di Loreggia, ha ricevuto la visita dei carabinieri che gli hanno notificato un ordine di carcerazione. Il provvedimento, firmato dal tribunale di Venezia il 28 dicembre scorso, lo condanna a 2 anni e 28 giorni di prigione per non aver rispettato l'obbligo di prestare servizi sociali come alternativa alla pena detentiva. Doveva essere l'occasione per riabilitarsi, invece il venetista ha scelto di andare ancora una volta contro il sistema, non presentandosi per svolgere i lavori socialmente utili.

Automobilista indisciplinato

L'impiego in favore della comunità gli è stato assegnato dopo diversi guai con la giustizia. Oltre ad alcune bagarre interne al movimento venetista che lo hanno visto in prima linea fin dal 2002, De Pieri è anche protagonista di diversi rocamboleschi incontri ravvicinati con le forze dell'ordine. Nel 2009, dovendo rispondere di resistenza a pubblico ufficiale per essersi opposto a una multa, ha chiesto di essere giudicato da un "tribunale del popolo veneto", non riconoscendosi nella giustizia e nello Stato italiano. Copione ripetuto nel 2011, quando fu fermato a Campodarsego dopo un sorpasso azzardato. In quell'occasione mostrò la patente veneta, adottata al posto di quella italiana. Portato in caserma per l'identificazione, denunciò a gran voce di essere stato sequestrato dai carabinieri e privato dei suoi diritti. La vicenda si concluse con una denuncia e una sanzione per guida senza patente ai danni del sedicente presidente dello Stato di Padova.

L'episodio più grave con il ferimento di un carabiniere

Il culmine del suo problematico rapporto con le autorità è arrivato nel maggio 2016, quando all'ennesimo alt dei militari tentò di eludere il posto di blocco dando il via a un inseguimento culminato con l'investimento di un carabiniere. Siamo al casello di Vicenza Nord e per quell'episodio De Pieri fu arrestato e processato per lesioni e resistenza oltre che per rifiuto di fornire le generalità. Anche quella volta, al posto della carta d'identità, aveva sbandierato il suo documento di appartenenza alla "Republica Veneta". Dopo la condanna, l'opportunità di evitare il carcere svolgendo lavori di utilità sociale. Opportunità che il 51enne ha evidentemente rifiutato e che ora gli farà passare i prossimi due anni in cella.

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