Oltre 200 interventi di cardiochirurgia pediatrica in un anno: l'ospedale di Padova al top in Italia

A livello nazionale è al settimo posto per volume di interventi: il 40% delle operazioni è stato eseguito su non residenti

Primo posto nel Veneto e settimo posto in Italia: cardiochirurgia pediatrica di Padova al top

Prima nel Veneto, e al settimo posto in Italia. Da vera eccellenza qual è: l'azienda ospedaliera di Padova si conferma al vertice della classifica regionale e nella “top ten” a livello nazionale.

Le classifiche

Lo rivela www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, che ha realizzato un'indagine sui centri italiani più performanti per volume di interventi di cardiochirurgia pediatrica. E grazie alle 201 operazioni effettuate nel 2017 l'ospedale di Padova stacca nettamente l’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona nella graduatoria del Veneto. In Italia, invece, il primato spetta al policlinico San Donato - Gruppo San Donato di San Donato Milanese con 421 interventi, seguito dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e dal policlinico Sant'Orsola - Malpighi di Bologna, rispettivamente con 370 e 279 interventi. Come già detto l'azienda ospedaliera di Padova si piazza al settimo posto, alle spalle dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino ma davanti ad autentiche istituzioni come il “Gaslini” di Genova e l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

I dati sulla cardiopatia infantile

Sono 5 milioni i bambini cardiopatici nel mondo, e in Italia ne nascono circa 4.500 all’anno. Oltre 9 residenti su 10 scelgono di farsi curare nella propria regione, mentre il 40,6% di interventi è stato eseguito su non residenti. Spiega Alessandro Frigiola, direttore dell’area di cardiochirurgia all’Irccs Policlinico San Donato e presidente-fondatore dell'associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo (Onlus che dal 1993 organizza missioni nei Paesi in via di sviluppo): «Le cardiopatie congenite sono la terza causa di morte in età pediatrica nel pianeta dopo infezioni e malnutrizione, e quasi 2 milioni di bambini muoiono ogni anno a causa di queste malformazioni nonostante i progressi della medicina abbiano abbattuto la mortalità nei Paesi avanzati. Quarant'anni fa i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza: in Italia negli anni '70 la mortalità superava il 70-80%, oggi invece risulta inferiore al 5%».

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