Comitato dei cittadini per i diritti umani sul ragazzo “effeminato”: «Ora chi ha sbagliato paghi!»

Volevano metterlo in una comunità psichiatrica. CCDU: chiediamo gli ispettori al Tribunale per i minorenni e l’intervento del Governatore Zaia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riveciamo e pubblichiamo: 

"Si conclude felicemente la vicenda del ragazzo padovano che secondo i Servizi Sociali di Piazzola sul Brenta e il Tribunale per i minorenni di Venezia avrebbe dovuto essere collocato in una comunità psichiatrica lontano dai suoi cari perché ritenuto “troppo effeminato”.

A darne notizia è l’avvocato della famiglia Francesco Miraglia in un tweet:

“Ragazzo effeminato: la Corte di Appello di Venezia ha deciso. Revocato l'affidamento ai servizi sociali, restituita piena responsabilità alla mamma. Grande grande soddisfazione.”

Siamo lieti di apprendere che oggi questo ragazzo è finalmente libero da qualsiasi ingerenza psichiatrica coercitiva nella sua vita. Queste violazioni dei diritti dei bambini non devono più succedere.

Ci auguriamo che vengano intraprese delle azioni ispettive per sanzionare o correggere chi ha sbagliato: la psicologa che avrebbe minacciato di chiamare l’ambulanza per farlo portare via con la forza; i Servizi Sociali e il CTU che hanno richiesto di obbligarlo a seguire un iter psichiatrico per curare un disturbo della personalità e d’identificazione sessuale causato dal suo carattere ritenuto effeminato e disorientato dal contesto femminile con cui vive; il Tribunale per i minorenni di Venezia che, di fatto, ha autorizzato un Trattamento Sanitario Obbligatorio a tempo indeterminato, contro la volontà del ragazzo e della famiglia, sostenendo che:

“Il lavoro terapeutico non risulta possibile nel contesto familiare attuale in quanto non vi sono genitori in grado di sostenere attivamente una psicoterapia del ragazzo."

Scriveremo nuovamente al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a cui ci siamo rivolti anche per altre vicende attuali come quella del piccolo Marco di Verona. E ricontatteremo il Governatore del Veneto, Luca Zaia, e/o l’Assessore ai Servizi Sociali, Manuela Lanzarin, a cui abbiamo scritto per la recente vicenda dei due ragazzi veneti strappati alla famiglia con la forza. Ci auguriamo che si attivino nei rispettivi ambiti di competenza. 

Ci preme sottolineare che nelle Osservazioni Conclusive del febbraio 2019, il Comitato dei Diritti del Fanciullo (CRC) presso le Nazioni Unite ha raccomandato all’Italia di:

“(c) Garantire che la rimozione di bambini dalla famiglia, compresi quelli con disabilità, sia consentita in ogni singolo caso solo dopo un'attenta valutazione del suo migliore interesse, e che sia efficacemente monitorata.”"

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