Animalisti contro l'abbattimento dei cinghiali: sul capitello spunta «Cacciatore, sparati»

Affissi nella notte alcuni manifesti contro la richiesta di abbattimento selettivo inoltrata dal sindaco. Che puntualizza: «Sono un concreto rischio, abbiamo segnalato un problema»

I manifesti affissi in via Casella

Centopercento Animalisti chiama in causa il primo cittadino Roberta Gallana e sostiene che la massiva presenza degli animali nella zona dei Colli sia dovuta alla volontà dei cacciatori e non a una proliferazione naturale. Dal canto suo il sindaco spiega nel dettaglio la richiesta inoltrata agli organi competenti.

Manifesti espliciti

I militanti sono entrati in azione lunedì notte affiggendo sul capitello di via Casella due manifesti provocatori. Il luogo prescelto non è casuale: si tratta, come spiegano nella nota diffusa stamattina, di un «Luogo simbolo dove spesso si sono svolte mattanze di cinghiali nell’indifferenza degli ipocriti locali». I manifesti ritraggono la liberazione di un coniglio e un messaggio diretto ai cacciatori che recita "Cacciatore facci sognare, sparati!».

Richiesta illegittima

Messaggi chiarissimi e provocatori, che puntano il dito non solo contro gli appassionati della pratica venatoria, ma anche contro la popolazione («ipocriti locali») e il sindaco Roberta Gallana. La sua richiesta a Provincia a Ulss sarebbe all'origine della rimostranza animalista in quanto, secondo quanto riportato dal comitato, richiederebbe «L’abbattimento, anzi l’eradicazione (sterminio) dei cinghiali che escono dai limiti del Parco Colli Euganei. Nel quale peraltro sono già cacciati e perseguitati da anni».

Reintroduzione pilotata

Secondo Centopercento Animalisti indicare i cinghiali come pericolosi per i cittadini e le colture sarebbe solo una strumentalizzazione per coprire l'interesse della lobby dei cacciatori. «Estinti in zona da secoli, sono stati reintrodotti per servire da bersaglio agli assassini con licenza» spiegano «Introducendo non esemplari tipici della sottospecie italiana, ma altri più grossi e prolifici. I cacciatori e i loro giochi sanguinari sono i veri responsabili della presenza dei cinghiali; gli eventuali danni dovrebbero pagarli le associazioni venatorie».

La parola al sindaco

Roberta Gallana sottolinea come la richiesta si stata inoltrata in accordo con il presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Michele Zanato, il sindaco di Ospedaletto, Giacomo Scapin, il presidente Cia Padova, Roberto Betto, il presidente Coldiretti Padova, Massimo Bressan, e il presidente Confagricoltura Padova, Michele Barbetta. «Ci siamo limitati a segnalare la presenza di una famiglia di circa 40 esemplari che, nel periodo di siccità, è uscita dai confini del Parco stabilendosi nell'area abitata e costituendo non solo un serio danno alle colture, ma un pericolo specialmente dal punto di vista stradale» spiega il sindaco. La scelta è arrivata dopo la pioggia di segnalazioni da parte di residenti e agricoltori delle zone Sostegno, Torre, Tre Ponti, le Vallette. Nessuna azione concreta per il momento, perché il Comune è ancora in attesa di risposta: «Auspichiamo arrivi presto e sottolineo che nessun provvedimento riguarderà gli animali all'interno del Parco, ma una tutela per la popolazione e l'economia».

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