Eccidio di Malga Bala: cerimonia in ricordo di Dino Perpignano, trucidato dai partigiani slavi

A 75 anni dalla tragica morte dei dodici carabinieri italiani prelevati e uccisi dagli jugoslavi nell'alta Slovenia, le autorità civili e militari hanno ricordato il vice brigadiere

La cerimonia commemorativa davanti alla tomba della famiglia Perpignano

La cerimonia si è svolta lunedì mattina nel cimitero di Marsango, frazione di Campo San Martino dove riposa la salma di Dino Perpignano, ucciso a soli 22 anni a Malga Bala e insignito della Medaglia d'oro al merito civile.

Il ricordo

Un ricordo toccante è andato in scena alle 10 di oggi alla presenza di Maria, l'anziana sorella del vice brigadiere, con i due figli e il nipote di Dino, dottor Srgio Ometto. Oltre al sindaco Paolo Tonin, fitta è stata la presenza dei rappresentanti dell'Arma. In primis Giuseppe Saccomanno, comandante della compagnia di Cittadella, e il tenente colonnello Roberto Grassi, comandante del Reparto operativo di Padova. Con loro anche diversi comandanti di stazione e dei reparti della compagnia di Cittadella, membri dell'Anc (Associazione Nazionale Carabinieri) di Piazzola e Curtarolo e labari delle Associazioni Combattentistiche d'Arma. Commosse le parole del tenente colonnello Grassi, che ha ripercorso la vicenda dell'eccidio sottolineando l'importanza del ricordo di fatti così tragici perché «Nessun essere umano possa essere più sottoposto a simili inaudite violenze». Il sindaco e il nipote della vittima hanno espresso il loro apprezzamento per l'impegno costante dell'Arma, vicina tanto alla cittadinanza quanto alla patria. Al termine, una corona di fiori è stata disposta sulla tomba.

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L'eccidio

Dino Perpignano il 23 marzo 1944 si trovava al comando della caserma di Bretto Inferiore, all'epoca territorio italiano sottoposto di fatto alla dominazione tedesca in cui erano frequenti le incursioni dei partigiani jugoslavi di Tito. Il compito suo e dei suoi giovanissimi commilitoni era quello di proteggere la vicina centrale elettrica, ma erano di fatto la rappresentazione dell'Italia in quella terra martoriata dal conflitto tra nazisti e comunisti. Quel giorno ricorreva l'anniversario della fondazione dei Fasci e per rappresaglia la sera una ventina di titini ha prelevato dodici carabinieri, costringendoli a un cammino estenuante tra i monti della val Bausiza alla volta di Malga Bala, teatro prescelto per la loro esecuzione. Una vera e propria spedizione punitiva durata due giorni, nei quali i giovani italiani sono stati torturati e sfamati con pastoni avvelenati, percossi e infine trucidati a colpi di piccone la mattina del 25 marzo. «Preclaro di amor patrio, di senso dell'onore e del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio», nel 2009 Perpignano e i dodici colleghi sono stati insigniti della Medaglia d'oro al merito civile dal presidente Napolitano.

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