Fondazione Città della Speranza, il nuovo statuto divide: Stefano Bellon si dimette

Il medico, tra i padri fondatori dell'ente, ha rassegnato le proprie dimissioni sia dall'incarico di consigliere della Fondazione, sia da quello di direttore generale dell'Irp

Città della Speranza e Istituto per la ricerca pediatrica perdono uno dei loro storici padri fondatori. Il medico Stefano Bellon ha infatti rassegnato le proprie dimissioni sia dall'incarico di consigliere della Fondazione, sia da quello di direttore generale dell'Irp. Una decisione di cui si è saputo solo martedì, ma che - come riportano i quotidiani locali - Bellon avrebbe comunicato già lo scorso ottobre, con due lettere indirizzate, rispettivamente, al presidente della Fondazione Città della Speranza, Franco Masello, e a quello dell'Irp, Andrea Camporese. All'origine di questa presa di posizione, ci sarebbe il dissenso manifestato da Bellon nei confronti della riforma, in attesa di ratifica, dello statuto dell'Istituto. Una riforma che, a suo avviso, andrebbe a modificare radicalmente gli intenti originari dell'ente.  

LE MODIFICHE ALLO STATUTO. Il nuovo statuto si muoverebbe, infatti, in una direzione più "imprenditoriale", con l'introduzione della figura dell'amministratore delegato. Un ruolo "accentratore", di contro alla precedente "concertazione" tra i vari soggetti interessati, secondo Bellon; una visione di gestione più "snella", invece, secondo Masello. Altra novità è l'uscita dal consiglio di amministrazione della Fondazione Cariparo. Infine, il nuovo statuto prevederà che, in sua vece, il rettore dell'Università di Padova possa delegare un proprio rappresentante.

IL RETTORE. A tal proposito, il numero uno del Bo, Rosario Rizzuto, ha dichiarato: "Era e rimarrà alto il nostro impegno nell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza. Vogliamo continuare a portare sempre più il valore aggiunto dell’Ateneo nell’Istituto: per questo motivo tengo a sottolineare come il nuovo statuto introduca per la prima volta, su proposta proprio dell’Università, un comitato scientifico che coordinerà la attività di ricerca all’interno dell’Istituto. Non solo: a ulteriore garanzia dell’alto profilo dell’Istituto è previsto, sempre dal nuovo statuto, anche uno Scientific advisory board formato da ricercatori di fama internazionale a supervisione di tutta l’attività scientifica. Due introduzioni che sono certo permetteranno all’Ateneo di portare ancor più all’interno dell’Istituto il proprio contributo". Di seguito gli articoli dello Statuto che parlano del Comitato scientifico (articolo 18) e dello Scientific advisory board (articolo 19).

IL COMITATO SCIENTIFICO. "Il Comitato scientifico è nominato dal consiglio di amministrazione ed è composto dal direttore scientifico, che lo presiede, da un membro indicato dall’Università degli Studi di Padova, un membro indicato dal Dipartimento di salute della donna e del bambino presso l’Università degli Studi di Padova e da tutti i Principal investigator (Pi) attivi nell’Istituto dotati di autonomia scientifica e finanziaria - si legge nell'articolo 18 dello statuto - collabora con il direttore scientifico alla stesura del piano triennale delle ricerche; coordina, sotto la supervisione del direttore scientifico, le attività di ricerca in corso presso la Fondazione, allo scopo di migliorarne la qualità e aumentarne l’efficacia; coadiuva il direttore scientifico nell’individuazione di sinergie e nella promozione di iniziative utili alla condivisione delle conoscenze e delle prassi tra i soggetti che svolgono attività di ricerca presso la Fondazione, al fine di creare un patrimonio comune di saperi scientifici, organizzativi e operativi che valorizzi al massimo il contributo di ciascuno alla realizzazione degli scopi di quest’ultima; presenta al direttore scientifico istanze, osservazioni e suggerimenti in relazione ai problemi emersi negli ambiti di propria competenza; riceve e vaglia le informative e le proposte del direttore scientifico, formulando eventuali osservazioni. Il Comitato scientifico è convocato almeno trimestralmente dal direttore scientifico e delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti". 

SCIENTIFIC ADVISORY BOARD. "Lo Scientific advisory board supervisiona l’attività scientifica della Fondazione - si legge nell'articolo 19 dello statuto - è composto da 3 o 5 membri, nominati dal consiglio di amministrazione tra un’ampia rosa di candidati proposta dal direttore scientifico. È convocato dal direttore scientifico almeno una volta ogni tre anni al fine di vagliare lo stato di avanzamento delle attività di ricerca. I pareri e le indicazioni dello Scientific advisory board in ordine alle proposte e alle decisioni del direttore e del Comitato scientifico nel campo della ricerca hanno valore consultivo. Lo Scientific advisory board resta in carica sei anni e i suoi membri possono essere riconfermati".

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