Claudio Calia, dopo i workshop nei campi profughi porta per la prima volta una mostra di fumetti a Baghdad

L'autore padovano di adozione ma originario di Treviso, dal 2016 insegna l'arte del fumetto a giovani autori iracheni. Con il coinvolgimento delle ambasciate francesi e tedesca ha organizzato la prima esposizione di fumetti della storia dell'Iraq

Claudio Calia disegnato da una giovane disegnatrice irachena

«Sono tornato in Iraq dal 30 giugno, la prima settimana ho fatto workshop a Erbil, la seconda invece a Suleimania. Da lunedì 16 scorso, sono arrivato per la prima volta a Baghdad». Già perché non è la prima volta che l'autore di fumetti, anzi di graphic novels, va in Iraq per insegnare l'arte del raccontare disegnando. E le graphic novel in pratica sono questo, inchieste giornalistiche raccontate a fumetti. Un fenomeno che non è più racchiuso in una nicchia di poche persone appassionate e che anzi va per la maggiore. Se nei viaggi precedenti i corsi di Calia erano organizzati dalla Ong italiana, Un Ponte Per, che opera dalla prima guerra del golfo in quei territori, e dall'associazione Ya Basta Caminantes di Padova, questo ciclo di workshop è finanziato da Hiwa Foundation e Paia Agency. Inoltre c'è il coinvolgimento diretto e la partecipazione dell'ambasciata tedesca e quella transalpina. Infatti il workshop, che porta la firma del Karge Comics Studio e che ha sede nella Tobacco Factory a Suleimania, si svolge all'interno dell'istituto di cultura francese di Baghdad.

Prima volta

«Domenica - spiega Calia raggiunto a Baghdad telefonicamente -  inaugureremo la prima mostra di fumetti a Baghdad, con i lavori di un anno di workshop tra queste tre città , sempre presso l'Istituto di cultura francese, e rimarrà esposta fino all'11 agosto». E' la prima volta che si organizza una esposizione di questo tipo, a Baghdad. C'è una buona tradizione dal punto di vista delle caricature e del disegno di protesta poltico, ma l'idea di raccontare a fumetti, con storie compiute, anche di fantasia naturalmente, è molto più recente. Claudio Calia con i suoi corsi che ha tenuto fino a quest'anno sempre nell'Iraq del Nord, portandoli fino a Baghdad ha oltrepassato non solo un confine interno che non è proprio così banale oltrepassare, ha contribuito a far emergere tanti giovani con grandi capacità ed evidente talento. 

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Claudio Calia dalle sue esperienze precedenti in questi territori ha prodotto un libro per BeccoGiallo che si chiama "Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno". «Racconta - spiega Calia - del mio primo viaggio in Iraq nel 2016 (uscito nel 2017)». Calia è presidente dell'Associazione Oblò - APS di Padova, ha curato a marzo la prima mostra di fumetto iracheno in Europa "C'è fumetto in Iraq" nell'ambito del festival Be Comics di Padova. Di questa mostra l'associazione Oblò - APS ha realizzato il catalogo "Un Oblò sull'Iraq", prima antologia di fumetto iracheno pubblicata in italiano: «Dopo tre anni di lavoro in Iraq, ci vediamo a essere coinvolti nell'organizzazione della prima mostra di fumetto iracheno a Baghdad, una grande soddisfazione», ci dice salutandoci. «La settimana prossima tornerò a Suleimania dove prima di tornare a casa terrò un workshop di fumetto nel campo profughi di Arbat, questa volta organizzato da Associazione Yabasta Caminantes e l'ong italiana Un Ponte Per».

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