Coldiretti sforna dieci nuovi agrichef: tra loro anche due giovani del Padovano

Manuel Innocenti di Villa del Conte, in forze all'agriturismo di famiglia "Al Caliero" e Samuele Agostini di Massanzago, dove lavora nell'agriturismo "Alle Rose" della mamma Franca Dussin, sono fra i dieci agricoltori ai fornelli che hanno superato la prova finale della scuola

I due chef

Ci sono anche due giovani padovani fra gli agrichef neo diplomati e già iscritti all’apposito albo nazionale. Manuel Innocenti di Villa del Conte, in forze all’agriturismo di famiglia “Al Caliero” e Samuele Agostini di Massanzago, dove lavora nell’agriturismo “Alle Rose” della mamma Franca Dussin, sono fra i dieci agricoltori ai fornelli che  hanno superato la prova finale della scuola di Coldiretti. Dopo più di cento ore di formazione con lezioni teorico pratiche dai principi di agronomia, economia aziendale e finanza internazionale passando dagli approfondimenti sulle tradizioni contadine, patrimonio enogastronomico regionale, storia delle tipicità e abbinamenti vini con pietanze, i candidati a Mestre nell’agriturismo “La cascina” hanno dato dimostrazione di aver compreso la sfida che dovranno affrontare da subito: far valere e comunicare la capacità di coltivare e allevare insieme all’abilità di cucinare e servire un piatto risultato del percorso corto ‘dal campo alla tavola’.  Per questo una giuria attenta formata da giornalisti, chef e docenti universitari ha valutato le loro ricette elaborate in base ad una spesa a sorpresa e secondo i temi assegnati: pasto dell’anti spreco, vegetariano, dell’accoglienza, del manager sportivo e dell’intollerante.

LE PORTATE. Con cinque portate gli allievi in coppia hanno presentato ai giurati: l’antipasto dal titolo specchio di formaggio di malga, rosoline,  gialet e perle di polenta a cura della feltrina Desirè Maria Spada e del padovano Innocenti Manuel, i maltagliati di crema di kia con cotto crudo di asparagi dei due veneziani Patrizia Grassetto e Ciro Zanin, cous cous primavera con pane azzimo alle ortiche della trevigiana Manuela Tessari e Paolo Antoniazzi da Jesolo, panino con coniglio e erbe di campo di Samuele Agostini della Città del Santo insieme a Marco Osellame dal Montello, per finire il tris delle golosità con un inedito ‘tiramistrudel” scomposto, una tartare di fragole e la frolla all’olio d’oliva esibite da Anna Paola Sanna e Tania Furlan della provincia di Venezia.

CORSO. Il corso che è già una esperienza ripetuta nelle altre regioni d’Italia è un’idea di Terranostra Veneto associazione degli operatori agrituristici di Coldiretti presieduta da Diego Scaramuzza che riveste ora anche l’incarico nazionale. “L’attenzione al cliente soprattutto – ha spiegato Diego Scaramuzza – con menù personalizzati e costruiti su misura per consolidare un rapporto fidelizzato con il consumatore. Per questo abbiamo studiato formule dedicate al messaggio sociale del cibo. Le performance di oggi lo testimoniano: ragionare su un’ospitalità attenta alle religioni, ai gusti, alle abitudini alimentari rende l’offerta mirata e vocata secondo i fondamenti dell’attività di ristorazione in campagna”. Cogliendo inoltre l’occasione  della presenza dei dirigenti e funzionari della Regione Veneto all’evento, Diego Scaramuzza ha sottolineato la dinamicità del settore primario che si sta animando sempre più di antichi e moderni mestieri come pastori, bachicoltori, pescatori, operatori rurali sociali e didattici, piloti di droni.  Occorre una riforma dell’istruzione professionale che consideri questo fenomeno. Intanto come Coldiretti incoraggiamo con responsabilità questa sana rivoluzione imprenditoriale”. 

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