Controlli sui senzatetto dopo le segnalazioni dei residenti: impossibile entrare in casa

Un'operazione «Per salvaguardare la libera fruizione degli spazi e offrire assistenza alle persone disagiate» sottolinea il questore all'indomani delle verifiche ai margini del centro

Una fase dei controlli da parte della polizia

Controlli mirati, tanto per assistere i bisognosi quanto per evitare la permanenza in città di irregolari, oltre che per assicurarsi che i residenti possano liberamente accedere alle loro proprietà. Questo il cuore dell'operazione congiunta di questura e polizia locale, che mercoledì notte si è concentrata sui senzatetto.

Zone prese di mira

Le aree controllate sono state quelle tra la Stanga, la stazione e gli istituti universitari, meta di numerose persone che ogni notte cercano riparo in rifugi di fortuna. In supporto c'erano anche gli uomini del Reparto prevenzione crimine e dei servizi sociali del comune. Sette le persone identificate, due delle quali hanno ricevuto un ordine di allontanamento e una di espulsione. Sono per lo più nigeriani, ma anche tunisini, afghani, italiani. Qualcuno accetta di essere ospitato in una struttura comunale, ma la maggior parte non ne vuole sapere.

Pochi accettano un pasto caldo

É il caso di un italiano e un tunisino trovati davanti agli uffici Vodafone alla Cittadella Stanga. Solo un 27enne nigeriano che dormiva in piazza Salvemini si rivolgerà invece a una struttura. Lui ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari, proprio come il connazionale e coetaneo trovato in piazza De Gasperi: con il suo giaciglio di scatoloni e coperte occupava l'ingresso del civico 32, tanto che la polizia locale gli ha dato un ordine di allontanamento. Ha rifiutato l'aiuto degli assistenti sociali, come pure un 30enne afghano riparato in via Delù, con diversi precedenti e richiedente asilo politico.

Espulso dopo anni di vita in strada

E l'ordine di allontanamento ha colpito anche un 32enne nigeriano, che si è costruito un giaciglio all'ingresso di un palazzo di via Nancy, impedendo di fatto l'accesso ai residenti che avrebbero dovuto scavalcarlo per entrare. A Padova da 4 anni, non avendo ricevuto l'asilo politico vive di piccoli lavoretti saltuari guadagnando pochi spiccioli che non gli consentono di pagare un affitto. La sua vicenda non gli ha però evitato l'espulsione: senza documenti, con precedenti per spaccio e irregolare, è stato portato a Bari per il rimpatrio.

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