Cellule tumorali circolanti in "trappola": nuovo studio dello Iov

L'Istituto Oncologico Veneto di Padova responsabile di tutte le attività di validazione clinica della nuova tecnologia che consente di filtrare il sangue del paziente trattenendo le cellule tumorali

"Un cambiamento radicale nel trattamento dei pazienti oncologici". Con queste parole Rita Zamarchi, dirigente medico al Servizio di immunologia e diagnostica molecolare oncologica dello Iov di Padova presenta il progetto che coordinerà per i prossimi 4 anni, grazie a un finanziamento di 6 milioni di euro che l'Unione Europea ha concesso ad un team internazionale, e che in parole semplici prevede la possibilità di filtrare tutto il sangue del paziente (approssimativamente 5.5 litri) in modo da trattenere le cellule tumorali presenti in circolo (Ctc).

CTCTRAP. Una nuova tecnologia altamente avanzata che è stata battezzata "CTCtrap" ovvero, "trappola" per le CTC. E' previsto che il paziente riceva una trasfusione del proprio sangue (aferesi) adeguatamente trattato. Si stanno sviluppando tecniche per contare le cellule tumurali circolanti e identificare le metodiche più idonee per trattarle, approccio che renderebbe il trattamento più personalizzato e più veloce, favorendo al tempo stesso un miglioramento in efficienza del sistema sanitario e in prospettiva un abbattimento dei costi.

LE TAPPE. Il team di ricercatori sarà guidato dal professore Leon Terstappen dell'Università di Twente, mentre l'Istituto Oncologico Veneto avrà il ruolo di responsabile di tutte le attività di validazione clinica della nuova tecnologia. La data ufficiale di inizio del progetto è il 1° settembre 2012. I primi due anni saranno dedicati allo sviluppo di un prototipo. Questa fase iniziale sarà svolta da quattro aziende e dall'Università di Twente. I successivi due anni, che concluderanno il progetto, saranno dedicati agli studi clinici condotti in pazienti affetti da neoplasia al seno e della prostata.

OBIETTIVO. "Vogliamo saperne di più di quella singola cellula che lasciata indietro, all'improvviso diventa attiva molti anni dopo che il tumore iniziale è stato trattato - ha commentato Leon Terstappen - Per fare questo, abbiamo bisogno di esaminare l'intero volume di sangue del paziente, ed è qui che entra in campo la CTCtrap. Il vantaggio è che questa tecnica può essere utile anche ai pazienti nelle fasi iniziali della malattia neoplastica". Il test, già disponibile, non può comunque essere utile a tutti i pazienti oncologici: le Ctc sono infatti presenti nel sangue periferico solo in concentrazioni molto basse e possono essere, di norma, trovate solo in una metà dei pazienti con malattia in stadio avanzato.

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