L'amore diventa ricatto hot: adescato da una ventenne, anziano dilapida un patrimonio

Devono rispondere di estorsione, circonvenzione di incapace e autoriciclaggio l'uomo e la donna accusati di aver spillato decine di migliaia di euro a un anziano padovano

Lei, giovane e bella, contatta lui, vedovo quasi settantenne, via chat. Prima i messaggi, poi un'amicizia sempre più intima fino a un rapporto di sesso online che all'inerme padovano è costato tutti i suoi risparmi.

Individuata la vittima

Vive nell'Alta Padovana la vittima del raggiro sfociato in ricatto hard, ordito dall'amante 20enne e dal suo complice ivoriano. Pensionato e rimasto vedovo, il 69enne per cercare compagnia si è iscritto a Hangouts, un'applicazione per inviare e ricevere messaggi e fotografie sul telefonino. Qui lo ha contattato, nella primavera di due anni fa, la giovane italiana all'epoca appena 18enne. I messaggi sono stati fin da subito piuttosto espliciti e dall'amicizia si è presto passati a una storia d'amore virtuale, con tanto di promesse di matrimonio e figli. Tutte false, naturalmente.

Filmini e pagamenti e tre zeri

Non si sono mai incontrati di persona, ma le avances si sono presto trasformate in "regali" osè, ovviamente pagati a caro prezzo. Lei si riprendeva in spogliarelli a luci rosse, inviando le performance all'amante virtuale. In cambio lui doveva filmarsi a sua volta in atteggiamenti intimi, mandare i video alla donna e spedirle anche dei soldi. Tanti soldi. Le transazioni certificate dalla banca della vittima e dai carabinieri parlano di almeno 80mila euro andati in fumo dal giugno 2017 al settembre 2018. Li inviava su un conto intestato alla 20enne e su alcune carte prepagate intestate a un uomo straniero. Cifre sostanziose, con versamenti tra mille e 16mila euro per volta. Dettagli che però non hanno insospettito la vittima, che in poco più di un anno ha dilapidato il suo patrimonio.

Il ricatto

Due le coincidenze che hanno messo fine al raggiro. Dapprima la banca, notificando quegli strani movimenti, ha allertato il padovano e di conseguenza gli inquirenti. In secondo luogo quando l'uomo aveva ormai finito il denaro i due malviventi hanno capito che il gioco sarebbe presto finito. A quel punto la truffa si è trasformata in ricatto: «Dammi tutto quello che hai, o pubblico i tuoi video privati», ha fatto sapere la ragazza al suo attempato amante.

Le accuse

Spalle al muro, la vicenda è approdata alla caserma di Camposampiero. Una meticolosa indagine ha portato all'identificazione della coppia (quella vera, stavolta) terribile. Lei Z.L. è una ventenne di Bassano, lui, T.S., un 29enne ivoriano che vive nel vicentino, ma non convive con la donna. Accusati di estorsione, tentata estorsione, circonvenzione di incapace e autoriciclaggio, non sarebbe la prima volta che ordiscono simili tranelli. La ragazza per lo meno, ritenuta responsabile di un'analoga truffa ai danni di un 25enne udinese nel 2018.

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