Ruba per mesi sul posto di lavoro. L'ombra del mercato nero dietro la dipendente infedele

Una giovane è indagata per furto dopo che i carabinieri hanno portato a galla i numerosi ammanchi orditi nel laboratorio dov'era assunta. Ha intascato 22mila euro di merce

Parte della refurtiva recuperata dai carabinieri

La quantità di gioielli che entravano in azienda per essere fusi era sempre la stessa. Gli utili invece hanno subito un netto calo, segno che una parte dei preziosi spariva prima della fusione. La causa? Una dipendente che in pochi mesi ha intascato oltre 20mila euro di materiale. Licenziata in tronco, è ora indagata.

Scoperta

La 28enne di Este è stata al centro di una stringente indagine curata dai carabinieri della compagnia di Abano allertati dal titolare di un laboratorio orafo della zona. Rispetto all'anno precedente si è reso conto di un drastico calo dei guadagni in un particolare settore: l'azienda raccoglie gioielli preziosi da fondere e, nonostante la quantità di materiale raccolto fosse invariata, quello effettivamente fuso era notevolmente meno. I sospetti si sono concentrati sulla donna addetta a pesare i gioielli che, tenuta sotto controllo, è stata ripresa mentre infilava in tasca i gioielli dopo la pesatura.

Due chili d'oro rubato

Un'azione ripetuta decine di volte, con una media iniziale di dieci furti al mese saliti poi, lo scorso gennaio, a 25. Praticamente uno al giorno. In un anno avrebbe rubato due chili di preziosi tra lingotti, orologi e gioielli in oro e argento per un valore di 22mila euro. Parte del bottino è stata recuperata tra l'armadietto della donna in azienda, la sua auto e anche il suo appartamento. Qui, quando i militari si sono presentati per la perquisizione, la 28enne ha addirittura gettato dalla finestra alcuni monili sperando, invano, di farla franca. A incastrarla è stato anche il riconoscimento di un'ottantina di gioielli da parte dei legittimi proprietari che li avevano consegnati al laboratorio.

Caccia ai complici

I carabinieri, informata la procura, hanno notificato a F.G. l'obbligo di firma tre volte a settimana. Il gip ha infatti emesso il provvedimento cautelare a fronte delle prove schiaccianti e della gravità del reato, che la vede indagata per furto continuato aggravato dal rapporto di lavoro con la parte lesa. Le indagini proseguono per verificare se, come pare più che probabile, la donna faccia parte di un gruppo criminale più ampio rubando i preziosi destinati a essere rivenduti sul mercato nero.

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