Compra online due costosi violini, poi la sorpresa: erano stati rubati quasi vent'anni fa

Si è conclusa con una doppia denuncia e il ritrovamento di due preziosi strumenti spariti da diciassette anni quello che era cominciato come un normale acquisto via internet

I carabinieri con i violini recuperati

La vittima ha fatto valutare a uno stimato liutaio due violini da poco acquistati, scoprendo che erano gli stessi strumenti di cui dal 2002 si erano perse le tracce.

L'acquisto

Protagonista suo malgrado della vicenda è un maestro musicista milanese di 61 anni. Lo scorso dicembre navigando in rete ha trovato sul sito Subito.it l'annuncio di vendita per due pregiati violini. Strumenti d'eccellenza, erano in vendita per la cifra di 12.500 euro. Vista l'entità della transazione l'acquirente ha fatto diverse verifiche prima di procedere al pagamento. Dopo una lunga serie di contatti con il venditore, è arrivato personalmente in Friuli per ritirare la merce. Appurato che gli oggetti erano originali e fidandosi dell'atteggiamento rassicurante del sessantenne che si trova di fronte, gli ha consegnato l'intera somma.

La sorpresa

Vicenda conclusa? Tutt'altro. Per maggior sicurezza il milanese ha deciso di far valutare i violini al mastro artigiano che li aveva prodotti, uno stimato professionista padovano che ha il suo negozio in centro storico. Quando il liutaio si è trovato tra le mani i due strumenti è rimasto di sasso. Senza alcun dubbio erano due prodotti scomparsi nel 2002 in circostanze ancora non del tutto chiarite. Pare che all'epoca li avesse dati in prova a un sedicente cliente, il quale aveva poi fatto perdere le sue tracce senza restituirli.

Le denunce

Dove siano stati per diciassette anni stanno cercando di capirlo i carabinieri di Cadoneghe, a cui il milanese si è rivolto dopo essere stato informato dall'artigiano. Gli inquirenti sono risaliti alle due persone che, spacciandosi per venditori, glieli avevano ceduti a dicembre. Sono M.L. 60enne di Pordenone e P.B. 30enne di Cavarzere, già noti per essere autori di diversi raggiri online e nuovamente denunciati. L'accusa è però di ricettazione, perché se la compravendita non può propriamente essere definita una truffa ai danni del milanese, la merce ceduta era di fatto rubata. Le indagini proseguono ora per capire come i due denunciati siano entrati in possesso degli strumenti, la cui reale valutazione supera i 30mila euro, e dove siano stati per tutto questo tempo.

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