La casa è invivibile: Ater ordina di pulire, l'inquilino appicca il fuoco

É stato denunciato il quarantenne che lunedì ha tentato di bruciare l'alloggio popolare dove vive. Lo ha ridotto in condizioni deplorevoli, ma non ha accettato che l'ente lo sistemasse

Il materiale parzialmente bruciato con cui il 43enne ha tentato di appiccare il fuoco

Sua proprietà esclusiva. Così C.B., romano di origine Sinti, considera la casa popolare di via Manzoni dove vive da qualche anno. Tanto da lasciarla consumare dal degrado e da arrivare a rischiare di ridurla in cenere.

Condizioni igieniche intollerabili

Nel pomeriggio avrebbe dovuto lasciare l'abitazione per consentire a una squadra di addetti di pianificare una pulizia approfondita. Da anni la casa versa in condizioni igieniche che sfiorano l'invivibile, una catasta di rifiuti e sporcizia di ogni genere. Dopo molti solleciti all'inquilino, tutti senza successo, Ater ha deciso di far sistemare l'alloggio. Per farlo era necessario che fosse libero per qualche giorno, ma il 43enne di andarsene non aveva alcuna intenzione.

Il rogo

Quando alle 16 gli incaricati si sono presentati alla porta, lui ha perso il controllo. Ha accatastato materassi e stracci su un divano e un tavolo, li ha cosparsi con del liquido infiammabile e ha appiccato il fuoco. Un gesto che oltre a distruggere la casa avrebbe potuto ferire lui o gli altri presenti. L'incendio fortunatamente non si è propagato e i carabinieri sono riusciti a prelevare il romano, agitatissimo ma illeso. Lo hanno trovato ancora con la tanica tra le mani, denunciandolo per tentato incendio.

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I precedenti

C.B. non è nuovo a episodi simili. Lo scorso marzo era stato arrestato (e subito scarcerato) con il 44enne che insieme a lui risulta assegnatario dell'alloggio. I due per mesi avevano rubato la corrente elettrica e l'acqua potabile collegandosi abusivamente all'impianto di un vicino e a quello comunale dal loro alloggio di via Manzoni, dove hanno poi continuato a vivere.

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