Traffico internazionale: rifiuti smerciati illegalmente in Africa da una ditta padovana

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Genova, in collaborazione con i colleghi veneziani e il comando provinciale di Padova, hanno eseguito martedì una serie di sequestri all'interno di un magazzino di Cittadella e hanno denunciato tre uomini

Una fase dei controlli nei container in partenza dal porto di Genova

Il titolare di una società con sede a Cittadella avrebbe messo in piedi, con la complicità di altre due persone, un'attività illecita di recupero di rifiuti speciali. Anziché smaltirli correttamente, li imbarcavano da Genova per inviarli in Africa smerciandoli come prodotti usati e senza le necessarie autorizzazioni.

I controlli in Liguria

Tutto è cominciato con l'ispezione di alcuni container in partenza per l'Africa dal porto di Genova. All'interno c'erano circa mille pannelli fotovoltaici usati e altri apparecchi elettronici di scarto, rifiuti classificati come Raee che richiedono specifiche norme di smaltimento. A ordinare la spedizione verso il continente africano è stata una società con sede a Cittadella, di proprietà di un marocchino.

Le spedizioni

Le indagini dei carabinieri del Noe insieme all'Agenzia delle dogane genovese sono arrivate fino al Veneto seguendo a ritroso il percorso dei rifiuti. Grazie ad alcune indicazioni del Comando per la tutela ambientale di Roma, i militari hanno tenuto sotto stretta osservazione le esportazioni all'esterno dei rifiuti Raee, certificando almeno due spedizioni illecite ordinate dalla società padovana. Il titolare marocchino, con la complicità di due cittadini del Burkina Faso anch'essi denunciati, avrebbe organizzato una spedizione di circa 850 pannelli fotovoltaici usati verso il Burkina Faso e di un altro centinaio verso il Togo. Materiale di scarto recuperato in vari impianti di diverse regioni, inviato senza rispettare le norme sulle spedizioni all'estero, senza la documentazione sulla funzionalità dei prodotti e senza gli adeguati imballi. Il marocchino ha dichiarato che si trattava di pannelli usati e non di rifiuti, certificandone anche un numero molto inferiore al reale. Ciò ha indotto l'agenzia delle Dogane a emettere bollette doganali errate.

Denunce e sequestri

Mentre i tre africani sono stati denunciati per traffico illecito di rifiuti, nel capannone di Cittadella sono stati trovati e sequestrati molti altri pannelli danneggiati e altri apparecchi elettronici di scarto, anche smontati. Si sospetta dunque che la ditta fungesse da base logistica per un'attività illegale di recupero e smercio di materiali che dovevano essere trattati come rifiuti speciali e che venivano invece rivenduti nei paesi del terzo mondo senza alcuna autorizzazione.

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