Richiami vietati e spari alle specie protette: quindici cacciatori dell'Alta nei guai

Nei giorni scorsi sono stati pizzicati diversi bracconieri che utilizzavano strumenti vietati di tipo elettronico che amplificavano il rumore dei richiami: abbattuti specie vietate

Almeno una quindicina di cacciatori sono stati denunciati nell’Alta padovana per abbattimento di specie protette e per aver utilizzato richiami non a norma. I controlli effettuati nei giorni scorsi dalle guardie zoofile dell’ente nazionale animale tra Carmignano, Villa del Conte, Santa Giustina in Colle e Villafranca hanno portato a denunciare a piede libero diverse persone, tra cui un ex sindaco e un ex consigliere comunale.

RICHIAMI VIETATI

Come riportano i quotidiani locali, tra i cacciatori e le guardie la tensione è arrivata ai massimi livelli tanto che sono dovuti intervenire i carabinieri per calmare le acque ed evitare il peggio. Nelle zone di caccia è stato segnalato l’utilizzo di richiami non consentiti dalla legge, tipo anatre vietate per il pericolo aviaria. In un capanno di Villa del Conte tre cacciatori non si sono accorti della presenza delle guardie venatorie: a terra erano state abbattute 35 pispole e 15 migliardini di palude, uccelli protetti e inseriti nella convenzione di Berna per il rischio estinzione. E’ stata trovata anche una valigetta con richiami acustici di tipo elettronico vietati per legge che riproducono fedelmente il verso degli uccelli. I tre rischiano il ritiro della licenza.

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