Botti pericolosi per Capodanno: sequestrati 100 chili di fuochi d'artificio non in regola

Oltre a conservare gli esplosivi in condizioni precarie, l'orientale aveva adibito il suo deposito a negozio aperto al pubblico. Sequestrato un quintale di botti a rischio

Il materiale sequestrato

Un magazzino adibito a rivendita, con decine di chili di esplosivi conservati senza i minimi requisiti di sicurezza e dunque altamente pericolosi. É la scoperta fatta dalla sezione amministrativa della polizia che ha portato al sequestro di un quintale di giochi pirotecnici e alla denuncia del titolare.

Stretta sui controlli per le festività

L'operazione rientra nell'ambito dei controlli capillari organizzati nel periodo natalizio su oggettistica e gadget, richiestissimi ma spesso venduti senza alcuna precauzione, magari a prezzi stracciati. Succedeva anche in un capannone di via Uruguay in zona industriale, gestito da un 60enne cinese. Quando gli agenti si sono presentati per il controllo, alla cassa hanno trovato il genero che, davanti alle richieste di spiegazioni, ha tentato di minimizzare.

Punto vendita dentro il deposito

Sulla carta il fabbricato doveva essere un magazzino per la vendita all'ingrosso, consentita solo a titolari di partita iva. Nella realtà invece l'intero spazio era aperto alla vendita al dettaglio e, a peggiorare la situazione, il materiale era stoccato in pessime condizioni. Tra i molti articoli c'erano decine di petardi ammassati senza alcuna precauzione. Torte, razzi, palline, tubi esplosivi erano gettati a terra e sugli scaffali, privi degli imballaggi e senza certificazioni.

Pericolo tangibile

Il genero del gestore ha dichiarato di aver dimenticato di possedere così tanto materiale, ma le giustificazioni sono servite a poco. La conservazione degli esplosivi, tutti di quinta categoria (vendibili solo da esercizi autorizzati a maggiorenni con documento), violava il decreto ministeriale del 2014 sulla vendita degli artifizi esplosivi. Alcuni erano a meno di due metri da bombole con vernici e solventi e da altro materiale elettrico, senza contare il fatto che in totale sforavano i 100 chili di polvere esplosiva, quando il massimo consentito per la vendita in quella tipologia di esercizi è di 50 chili.

Niente multa, ma arriva la denuncia

I petardi in sé erano a noma e hanno evitato al titolare una pesante multa, ma le pessime condizioni di conservazione, la mancanza di un'area di vendita separata dal magazzino di stoccaggio e la vendita al dettaglio gli hanno procurato una denuncia per detenzione di materiale esplodente senza le dovute cautele. Per rimuovere in sicurezza gli esplosivi è stata chiamata una ditta specializzata, che li ha trasferiti in un magazzino.

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