Baby spacciatori: tra debiti e regolamenti di conti, la madre fa scoprire il giro di droga

Sul telefonino del figlio sono arrivate delle minacce e lei ha chiesto aiuto ai carabinieri. Dopo le perquisizioni in casa, tre minori e un 22enne sono stati denunciati

I carabinieri con la merce recuperata durante le perquisizioni nelle abitazioni dei giovani denunciati

La madre di un giovane ha portato a galla un giro di spaccio locale che coinvolgeva anche alcuni minorenni, tra cui il suo stesso figlio. Tra droga, minacce e ricatti, quattro ragazzi sono stati denunciati.

Il precedente

Ancora una volta è stato l'istinto materno a far scoprire un brutto giro che aveva coinvolto un gruppo di giovani. Dopo l'episodio di pochi giorni fa, quando a Padova la madre di un 22enne ha fatto trovare alle forze dell'ordine la sua scorta di marijuana pur di farlo tornare sulla retta via, stavolta la scena si ripete ai confini con il vicentino. Siamo a Veggiano, dove i carabinieri di Mestrino hanno denunciato quattro ragazzi su indicazione della mamma di uno di loro.

Minacce via sms

A far partire le indagini è stata la segnalazione della donna, terrorizzata da una serie di messaggi giunti sul cellulare del figlio appena 16enne. Via Whatsapp sono arrivate al minorenne delle minacce legate a un presunto traffico di droga. «Paga i tuoi debiti o finisce male», «Sgancia i 100 euro altrimenti te la vedrai con noi», questo il tenore degli sms che hanno messo in allarme la madre. Il ragazzo ha minimizzato ma lei è andata a fondo, raccontato tutto in caserma.

Messaggi criptati e debiti di droga

Si è così scoperto che a inviare i messaggi era un 17enne di origini romene ma anche lei residente a Veggiano. Li mandava per conto del fidanzato 22enne di Teolo, spacciatore che rifornisce i ragazzi della zona. Tra i suoi clienti anche il 16enne e un coetaneo, che a loro volta rivendevano piccole quantità di droga ai giovani del paese. Uno scambio tra piccoli pusher dunque, confermato dalle chat segrete con cui organizzavano i traffici e dalle perquisizioni. Analizzando il cellulare del 16enne è stata scoperta l'applicazione Wickr Me, che dopo l'iscrizione permette di scambiare con altri utenti messaggi, chiamate e documenti criptati. Nel suo profilo c'erano le prove di un acquisto di droga da 100 euro, che il minorenne non aveva mai pagato al fornitore 22enne.

Le perquisizioni

In casa poi c'era la scorta di stupefacenti: 6 grammi di marijuana divisi in due dosi e 80 grammi di hashish, frazionati in alcune dosi singole e un panetto. A confermare l'attività di spaccio, anche il ritrovamento di un grinder (un macinino per polverizzare la marijuana prima di fumarla), un cellulare usato per organizzare i traffici e 130 euro in contanti, che gli inquirenti ritengono provenire dallo spaccio. Non è andata meglio nelle case degli altri tre coinvolti. L'altro 16enne nascondeva un bilancino di precisione con tanto di istruzioni e altri due grinder, stesso strumento trovato nell'abitazione della 17enne insieme a qualche residuo di hashish e un altro telefonino. Il 22enne aveva invece 34 grammi di hashish, 800 euro in contanti e un bilancino.

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Le denunce

Certo non si tratta certo di pesci grossi nel giro dello spaccio, ma la quantità di droga sequestrata, l'attenzione nella pianificazione dei traffici e le esplicite minacce hanno fatto capire come la situazione non andasse sottovalutata. I due 16enni sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio. Stessa accusa anche per la coppia formata dalla 17enne e dal 22enne, che devono rispondere anche di estorsione.

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