Cancellazione dei parcheggi in via Roma e in via Assisi: le proteste del gruppo "Solesino è"

Prima c'è stata la cancellazione del regolamento di limitazione delle slot machine, poi la riduzione degli orari di lavoro per le attività locali e l’istituzione del divieto di sosta

Riceviamo e pubblichiamo

Prosegue la politica dello scambio di favori dell’attuale amministrazione di Solesino come il nostro gruppo "Solesino è" ha già fatto notare nelle scorse settimane. Dapprima c'è stata la cancellazione del regolamento di limitazione all’uso delle slot machine, poi la riduzione degli orari di lavoro per le attività locali e ora siamo arrivati all’istituzione del divieto di sosta in due particolari vie del centro: via Roma e via Assisi.

Sosta vietata

È stata vietata la sosta in via Roma (con prevista rimozione coatta dei veicoli) per tutta la giornata, sia in giorni festivi che feriali. Questo, nel tratto che va da Piazza Diaz, all’incrocio con via Sottoprà. In più, è vietata la sosta la domenica dalle 8.00 alle 13.00 in via Assisi (dall’incrocio con via XX Settembre fino al numero civico 95).Tale decisione è stata assunta con le ordinanze n.31 del 31 agosto e n.33 del 3 ottobre. Insomma, in un colpo solo si perdono circa 20 posti auto. Sembra incredibile che proprio il duo Dargenio-Bentani, che per 5 anni ha criticato le manifestazioni alla domenica mattina in piazza e l’occupazione dei posti auto in Piazza Martiri di Cefalonia, ora in massima tranquillità e senza nessun accordo con i negozianti e i cittadini decida di sopprimere questi parcheggi.

Gli interessi

Si privilegiano ancora una volta gli interessi di pochi a discapito di quelli della cittadinanza e dei potenziali clienti.Tanta incoerenza non può che essere spiegata dalle richieste di alcuni negozianti di Solesino probabilmente infastiditi che le loro vetrine potessero essere nascoste dalle auto. Magari gli stessi negozianti che hanno impedito che da Solesino partisse la sesta edizione della Coppa Città di Solesino di auto storiche. Insomma, per noi è evidente che la piazza e la sua gestione ormai non dipendono più dal Comune e dalle sue scelte prese nell’interesse dell’intera collettività, ma queste sono condizionate da pochi cittadini a cui non si capisce perché è demandato tanto potere decisionale a danno di coloro che potenzialmente potrebbero essere clienti del mercato e delle attività commerciali del paese.

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