“Drones for good”: al Portello il primo Festival universitario sul mondo dei droni

Evento tecnologico-culturale dell’Università di Padova per condividere con la città l’uso civile dei droni per la tutela dell’ambiente e la gestione del territorio

Evento tecnologico-culturale dell’Università di Padova per condividere con la città l’uso civile dei droni per la tutela dell’ambiente e la gestione del territorio, giovedì 12 a Porta Portello.

Drones for good

“Drones for good”, ovvero “droni per l’Umanità”. Questo il nome del Festival universitario, a carattere divulgativo-scientifico, organizzato nell’ambito delle attività culturali del Master in GIScience e droni dell’Università di Padova. Un cocktail di workshop accademici di spicco, voli dimostrativi, fiera espositiva di droni e sensoristica, progetti di ricerca sulla sostenibilità urbana ed un raduno di “hackers della fotogrammetria” nelle sale del bar. Un meticciato geografico supportato dall’Associazione padovana GIShub e portato in al ritmo di musica africana (i Djolibè Djembè) nella piazza di Porta Portello e di cautautore (Simone Cosentino).

Il festival

Un Festival che incontra la città grazie alla messa in rete di tutte le sue componenti, concepito per portare fuori dall’Accademia ricerca e tecnologie e condividerle dal vivo con la cittadinanza, in primis proprio quella del Portello, quartiere-campus della città di Padova che funziona a due velocità: macchina universitaria di giorno, deserto culturale di notte. L'obiettivo del Festival, infatti, è quello di promuovere e diffondere la cultura geografica e l’uso delle nuove tecnologie geospaziali come droni (APR), satelliti, mobile GPS, GIS per una ricerca scientifica applicata che spazia dall’agroecologia in Veneto alla conservazione della biodiversità in Amazzonia e per stimolare percorsi di cittadinanza attiva sulle tematiche ambientali e sulla sostenibilità urbana.

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Seminari e ricerca

Il Festival si apre con seminari e presentazioni delle ricerche nelle aule del Dipartimento di Ingegneria (ICEA), con interventi del mondo dei droni (Aeromobili a Pilotaggio Remoto, per gli esperti) e dei Sistemi Informativi Geografici (GIS). Tra i vari interventi spicca quello “Fly Open”, dove gli studiosi di GFosService presenteranno il primo drone “trecentino” (ossia sotto i 300 grammi di peso, certificato come “inoffensivo”) made in Italy e costruito completamente con hardware open-source. I droni verranno successivamente portati in Piazza Portello, dove si aprirà la vera e propria “fiera” tra esposizioni di piattaforme aeree e sensori, voli dimostrativi, laboratori ed un hackmeeting di fotogrammetria: esperti e appassionati per testare diversi software per elaborare il modello tridimensionale di Porta Portello. Non mancano “gli smanettoni” esperti del mondo opensource a sfidare i colossi dei software proprietari di fotogrammetria.

Stand

Tra gli stand dei progetti di ricerca, oltre agli studi satellitari sugli impatti ambientali del petrolio in Amazzonia, spicca quello della “sostenibilità urbana” a Padova: uno spazio condiviso sui progetti che il Master in GIScience coordina sul consumo di suolo, sugli spazi abbandonati e sulla mobilità sostenibile a Padova. 

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