Da rapinatore violento a jihadista: è stato espulso l'imam che terrorizzava il Due Palazzi

La parabola di violenze che ha costellato la vita in Italia di un 31enne tunisino si concluderà con il ritorno in Nordafrica. Nel 2017 ha rapinato due donne tra il Padovano e il Vicentino

Il 31enne viene scortato a bordo dell'aereo che lo ha riportato a Tunisi

Rapinatore violento e aredente sostenitore dello Stato Islamico, un 31enne tunisino lascerà l'Italia al termine di un'approfondita indagine della Digos.

L'espulsione

Come riporta Il Gazzettino, lo ha deciso il tribunale civile di Padova che mercoledì ha convalidato il decreto di allontanamento emesso dalla prefettura al termine di una lunga indagine curata dagli agenti della Digos padovana. Il fatto che sia sposato con un'italiana e abbia un figlio piccolo non ha convinto i giudici a farlo permanere nel Paese, da cui era peraltro già stato espulso senza però alcun risultato. Stamattina è stato trasferito a Bologna, dove alle 12 si è imbarcato su un volo per la Tunisia e per cinque anni non potrà mettere piede sul suolo italiano.

Dalle rapine al proselitismo in carcere

Sbarcato a Lampedusa su un gommone nel 2008, è stato protagonista di almeno due violente rapine commesse nel 2017 a Vicenza e Loreggia, era stato stanato a Padova e arrestato. Con una sfilza di precedenti per spaccio di droga e reati contro il patrimonio, è finito in carcere prima nel capoluogo berico e poi in quello euganeo. Al Due Palazzi pare si sia radicalizzato, dando il via alla sua carriera di promotore della Jihad, come testimoniano i tanti, inquietanti messaggi postati sui suoi profili social. Tra questi c'è un video diffuso via Facebook che riprende un affiliato di Daesh intento a decapitare un cristiano. E poi immagini e simboli dello Stato Islamico, vessilli e gesti rituali.

Le minacce di morte

Tra le mura del carcere ha cercato di trasformarsi in imam, costringendo gli altri detenuti a sostenere i suoi ideali criminali, anche con minacce e violenze. Trattamento che in più occasioni ha riservato anche alle guardie della polizia penitenziaria, che, secondo quanto riportato nell'indagine della Digos, sarebbero state minacciate di morte con frasi inneggianti ad Allah. Alla conclusione delle indagini il 31enne è stato considerato socialmente pericoloso, con chiari segni di estremismo che ne hanno comportato l'espulsione.

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