"Se non paghi ti brucio vivo", operaio vittima del pusher per un debito di droga

Un mese di minacce per qualche migliaio di euro non pagati. Terrorizzato, un giovane padovano ha chiesto aiuto ai carabinieri per salvarsi dalle ire del suo spacciatore di fiducia

Per anni è stato il suo spacciatore, ma appena la vittima ha smesso di pagare le dosi ha iniziato a pressarlo con minacce sempre più gravi. I carabinieri, che li hanno pedinati entrambi, hanno arrestato il pusher.

Il debito

L'accurata indagine è cominciata la settimana scorsa quando un operaio 35enne di Piove di Sacco è arrivato alla caserma di Casalserugo. Disperato, ha raccontato che da circa un mese l'albanese da cui comprava abitualmente la cocaina lo vessava con intimidazioni e minacce. Tutto era dovuto a un debito di droga di 3.400 euro, che l'operaio in un momento di difficoltà non riusciva più a pagare. Il lungo racconto ha permesso ai carabinieri di farsi un quadro chiaro della situazione: il 35enne da anni comprava le dosi al prezzo di 100 euro al grammo pagando puntualmente, ma dopo qualche ritardo il pusher ha iniziato a tempestarlo di messaggi e chiamate per avere i suoi soldi. Minacce quotidiane e sempre più gravi, addirittura con la promessa di essere bruciato vivo.

L'appostamento

Quando la vittima ha fornito l'identità dello spacciatore, un 41enne albanese residente a Pontelongo e con una sfilza di precedenti, i militari si sono messi sulle sue tracce per incastrarlo, tenendo d'occhio anche gli spostamenti del cliente. Nel pomeriggio del 1 ottobre hanno scoperto che i due si erano dati appuntamento. Il 35enne aveva raccolto 600 euro e lo spacciatore lo aveva invitato a raggiungerlo nelle campagne di Pontelongo, in un casolare di via Argine Destro.

L'arresto

Appostati nelle vicinanze, i carabinieri hanno assistito allo scambio e, appena lo spacciatore ha provato ad allontanarsi a bordo della sua Peugeot 206, lo hanno bloccato. In tasca aveva i soldi appena consegnati dalla vittima e grazie alle prove raccolte è stato arrestato per estorsione aggravata. Portato in serata al Due Palazzi, nell'interrogatorio davanti al Gip l'arresto è stato convalidato e il 41enne rimarrà in carcere.

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