Festa del pesce costa 60mila euro alla Regione, Pd: "Un po' troppo"

La kermesse culinaria prevista in settembre a Montagnana sarà sponsorizzata con un fondo regionale destinato ad aiutare la pesca costiera. Consigliere Ruzzante presenta interrogazione alla giunta

Una festa del pesce può costare 60mila euro alla Regione? È l'interrogativo posto dalla giovane deputata del Pd, Giulia Narduolo, imbattutasi qualche giorno fa in una delibera dello scorso 10 giugno, in cui l'assessore regionale alla Pesca, Franco Manzato, avrebbe sollecitato un contributo della Regione alla kermesse "Dal mare alla piazza" che avrà luogo in settembre a Montagnana. Un finanziamento notevole, secondo la parlamentare, addirittura eccessivo, per un'iniziativa locale dalla durata di appena tre giorni.

NARDUOLO. "Ho intenzione di chiedere ai consiglieri regionali di adoperarsi per fare le verifiche del caso - aveva dichiarato la Narduolo - e accertarsi che non siamo di fronte ai soliti "favori" che la giunta Zaia ha saputo elargire agli amministratori amici per iniziative estemporanee". Per la sponsorizzazione della festa, la Regione avrebbe infatti attinto ad un fondo per il sostegno della piccola pesca costiera, che poco avrebbe a che fare, secondo la deputata, con un evento culinario, per giunta in uno dei comuni più distanti dal mare.

RUZZANTE. Dello stesso avviso, il consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante: "È mia intenzione interrogare il presidente Zaia e l'assessore Manzato". Sono tre i punti poco chiari all'esponente del Partito Democratico. Il primo: "Perché finanziare una manifestazione culinaria, per quanto a base di pesce, con il fondo  avente per oggetto 'Trasferimenti regionali per il sostegno della piccola pesca costiera'? Va sottolineato - spiega Ruzzante - che, nelle intenzioni, tali fondi servivano, per l'appunto, 'a sostenere la piccola pesca costiera', vale a dire ad aiutare quelle centinaia e centinaia di operatori del settore - e continua - la scelta di indirizzare tali fondi verso altre situazioni li sottrae dai veri motivi per cui erano stati creati ed è, quindi, profondamente ingiusta e miope". Non solo: "Possiamo permetterci un tale spreco? Tra tutte le emergenze possibili, ma è eticamente ammissibile che tali risorse debbano essere utilizzate per organizzare delle feste?". Infine: "Non ritengono Zaia e Manzato, tramite questi esagerati sostegni economici, di favorire slealmente alcune manifestazioni a svantaggio di altre (e ce ne sono tante nei nostri territori) che se la devono cavare senza contributi pubblici?".

L'ATTACCO DEL SINDACO DI MONTAGNANA. Loredana Borghesan, primo cittadino di Montagnana, non aveva mandato giù le critiche al finanziamento regionale, sottolineando come l'evento, previsto per settembre, possa richiamare un gran numero di turisti, dando così un po' di respiro all'economia locale. "Il sindaco ha detto che chi va contro questo genere di iniziative vuol dire che non ama il suo territorio - commenta la Narduolo - e a me fa sorridere, perché io non sono contraria alle feste di paese, che radunano la comunità, piuttosto - chiarisce la deputata - io ritengo che le risorse pubbliche vadano utilizzate nella maniere più corretta possibile. La Regione spende 60mila euro per una festa del pesce di tre giorni e poi stanzia appena 200mila euro, per un intero anno, su tutto il Veneto, per i centri antiviolenza".

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