Guccini: «Domandiamo in continuazione della verità. Ma noi siamo piccole cose, non possiamo esser certi di nulla»

Più di duemila persone all'incontro in programma nella rassegna “Parole d’autore”, nella splendida cornice di Villa Obizzi ad Albignasego. Francesco Guccini ha presentato "Canzoni", la sua ultima fatica letteraria

«Stiamo sempre a domandarci, a chiederci continuamente,  dove stia la verità, come se noi la conoscessimo. Ma l'importante non è la verità, l'importante è domandarsi, chiedersi, non avere l'aspettativa di avere sicurezze. Non possiamo essere certi di nulla, noi. Noi siamo piccole cose». E' uno dei tanti passaggi significativi di una serata in cui le parole non sono mai usate a caso.  

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L'incontro con Francesco Guccini che presenta "Canzoni", la sua ultima fatica letteraria, ha richiamato più di duemila persone. In programma nella rassegna “Parole d’autore”, nella splendida cornice di Villa Obizzi ad Albignasego, l'evento ha riscosso il favore del pubblico che ha ascoltato e applaudito catalizzato dalle parole del "maestro". Le cinquecento sedie posizionate di fronte al piccolo palco non sono ovviamente bastate per tutti. Così c'era gente dappertuto, un abbraccio collettivo a una figura ancora tanto apprezzata. Sempre genuino, diretto e soprattutto auto ironico, da come l'impressione di non prendersi mai tanto sul serio, lui, ma non fa lo stesso con le storie che racconta e le questioni che affronta. Vola alto il "maestro", ma con grande umiltà.  

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Cantautore poeta e scrittore, Guccini è un mito per generazioni di italiani. E’ stato anche giornalista, attore, autore di colonne sonore e di fumetti. Scrivere gli è sempre piaciuto, ora lo fa con un po' più di costanza, dice lui. Ha esordito nella narrativa nel 1989 con Cròniche Epafániche per poi pubblicare molti racconti e romanzi, da solo e in coppia con Loriano Macchiavelli. Ha insegnato lingua italiana al Dickinson College di Bologna, scuola off-campus dell’Università della Pennsylvania. Insomma, di esperienza ne ha da vendere. Il libro racconta le sue canzoni, come sono nate, le esperienze che lo hanno portato a scrivere brani come "L'avvelenata", "Dio è morto" e "Aushwitz", che sono patrimonio culturale del Paese. Ed è strano per uno che, lo racconta lui, «non pensavo certo di fare il cantautore, nella vita». 

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