Narcotizzava le vittime per prelevare coi loro Bancomat: nuove gravi accuse per la "Circe degli ospedali"

Arrestata a marzo, ora sulla 33enne rumena pendono nuovi capi di imputazione tra furti, rapine e peculato

Nuovi guai per “la Circe degli ospedali”: arrestata a marzo dai carabinieri della compagnia di Abano Terme, ora sulla testa di A.V.P., diabolica infermiera 33enne rumena, pendono nuovi capi d'accusa: rapina, furto, utilizzo indebito di carte di credito e peculato.

L’operazione di marzo

Le manette erano scattate dopo un’articolata attività d’indagine denominata proprio “Circe” e coordinata dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Padova, Francesca Baccaglini: l’arrestata, di origini romene ma residente a Padova e ora rinchiusa nel carcere di Verona, aveva lavorato come infermiera nell’Azienda Ospedaliera cittadina ed era pregiudicata. La trappola dei carabinieri di Abano Terme, che da tempo seguivano la donna, risale allo scorso 7 marzo: la “Circe”, dopo essersi introdotta furtivamente all’”Opera Immacolata Concezione” di via Toblino, raggiunge la stanza dove da tempo è ospite un 78enne disabile per problemi motori originario di Abano Terme e, sicura di non essere notata, la malfattrice si appropria della tessera Bancomat che l’uomo custodisce nel borsello riposto accanto al letto. La rumena tenta quindi la fuga, ma viene bloccata dai militari dell’Arma nei pressi di un vicino sportello bancario.

Medicine per addormentare la vittima

E non si tratta di un singolo episodio, perché già nei giorni precedenti all’arresto la donna aveva sottratto il bancomat all’anziano non riuscendo però a prelevare denaro causa problemi allo sportello bancario. Ciò che più spaventa, però, è il modus operandi della “Circe”: la donna, infatti, è stata ripresa dalle telecamere piazzate dai militari nella stanza della vittima mentre apre una busta di medicinale versandone il contenuto in un bicchiere che poi, mentre l’anziano è intento a guardare la televisione, scambia con quello che l’uomo stava utilizzando. E l’esito di consulenza tossicologica conferma che nel bicchiere, poi posto sotto sequestro dai Carabinieri, erano presenti benzodiazepine del tipo “lorazepam”, un ansiolitico ipnoinducente non compreso nelle prescrizioni terapeutiche dell’anziano, a conferma che la straniera aveva somministrato alla vittima un medicinale idoneo ad addormentarlo per poi agire indisturbata e sottrarre codice e bancomat custoditi vicino al letto.

Furti, rapine e appropriazione indebita

Alla malfattrice seriale, ora, sono stati imputati altri reati commessi dal settembre 2017 al febbraio 2018: in primis l’utilizzo di una Postepay precedentemente sottratta a un negoziante padovano da parte della donna, che indebitamente ricaricava la propria Postepay di quasi 2mila euro (con tanto di denuncia di clonazione di carta di credito presso la Questura di Padova da parte dell’ignara vittima). Quindi, il furto nell’abitazione della vicina di casa 72enne e l’indebito utilizzo di carta di credito, dalla quale la rumena ha prelevato 2.800 euro: la “Circe”, che frequentava regolarmente l’anziana, aveva notato che quest’ultima teneva abitualmente il Bancomat con annotato su un foglietto il relativo Pin in una borsetta appoggiata vicino alla porta di casa. E una sera di fine estate 2017 ha agito: approfittando dell’assenza per motivi di lavoro del compagno della vittima, la straniera ha prima sottratto il bancomat, poi prelevato i soldi in un vicino ufficio postale e infine è ritornata a casa dell’amica alla quale, disperata in quanto già accortasi dell’assenza della tessera, ha fatto credere che la stessa si trovasse sotto al tappeto porgendogliela. E non è finita qui: alla “Circe” è stata contestata la detenzione di due carte di credito sottratte a una donna padovana 63enne (degente in attesa, nel febbraio scorso, di intervento chirurgico nel reparto di ortopedia dell’ospedale civile di Padova) nonché l’appropriazione indebita ai danni dell’ospedale di Padova di tre ricettari con timbri di vari medici, svariate boccette e blister di farmaci sedativi e ansiolitici, numerose siringhe e guanti monouso e altri presidi sanitari e medicinali, poi rinvenuti nell’abitazione e nell’armadietto in uso alla donna. Infine, la rumena è accusata anche della rapina compiuta nel dicembre 2017 ai danni di un 54enne padovano: la “Circe”, dopo averlo attirato in trappola a casa propria, prima gli ha somministrato una bevanda adulterata con farmaci contenenti benzodiazepine e quindi, impossessatasi della tessera bancomat e relativo codice del malcapitato mentre questi dormiva, ha effettuato un prelievo fraudolento di 250 euro.

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