Razziato due volte in 4 giorni, presi i ladri di profumi a D.B Saccolongo Avevano depredato mezzo Veneto

Avevano sfondato la vetrina del negozio D.B., di via Roma, utilizzando come ariete un'auto rubata ad Abano, lo scorso 17 novembre. Un giorno dopo sono stati smascherati dai carabinieri: refurtiva da 44mila euro

La spaccata a Saccolongo

Si erano resi responsabili di numerosi furti in mezzo Veneto: l'ultimo, a Saccolongo, al B.M. di via Roma, protagonista malauguratamente di ben due saccheggi nel giro di appena quattro giorni, il 17 e il 13 novembre. Si tratta di quattro slavi, arrestati nelle scorse ore dai carabinieri di Montecchio, in collaborazione con i colleghi di Portogruaro. La banda è stata trovata in possesso di circa 44mila euro, in refurtiva di vario tipo, riconducibile a colpi recenti, oltre che di un complesso armametario di strumenti per lo scasso e lo sfondamento.

L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI: Guarda il video

RAZZIE IN MEZZO VENETO. Non si limitavano a depredare negozi. Li mandavano sul lastrico, al punto che un commerciante vicentino dopo la razzia che aveva subito, senza essere assicurato, aveva già annunciato in lacrime l'intenzione di chiudere. Non una scelta, ma una necessità. Dopo che dal suo esercizio specializzato in intimo di Cornedo Vicentino nei giorni scorsi era sparita merce per 30mila euro. Un colpo da ko. Le lacrime con ogni probabilità hanno rigato le sue guance anche nel momento in cui la refurtiva è tornata in suo possesso, dopo una notte di speronamenti e di manette a cavallo tra le province di Venezia, Padova e Vicenza. Quattro predoni, uno di nazionalità bosniaca, gli altri di nazionalità serba, sono finiti in manette con l'accusa di ricettazione, furto aggravato continuato e, in un caso, per resistenza a pubblico ufficiale.

LE INDAGINI. Se poi i magistrati ravviseranno gli estremi per contestare l'associazione a delinquere si vedrà. Fatto sta che una batteria molto attiva (e distruttiva) è stata bloccata dai carabinieri della compagnia di Portogruaro, con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Valdagno. I militari della città del Lemene infatti si sono spinti fino a Montecchio Maggiore, nella provincia berica, per bloccare i delinquenti. Erano sulle loro tracce da tempo, tanto da riuscire a mettere sotto controllo una Fiat Bravo con cui si muovevano per i sopralluoghi. Era l'auto "pulita" della banda, segnalata dopo un colpo ad Annone Veneto. Di giorno utilizzata da una coppia serba di insospettabili. Di notte, invece, era sfruttata per tutt'altro.

LA SPACCATA A SACCOLONGO. Dopo che era arrivata verso le 3 della notte la segnalazione di una spaccata alla profumeria D. B. di Saccolongo, nel Padovano, i carabinieri hanno capito che sarebbero potuti essere i criminali su cui stavano indagando. Il modus operandi era simile alla razzia perpetrata lo scorso ottobre in una profumeria ad Annone Veneto, la Cad: un'auto (nel caso più recente una Fiat Punto trafugata poco prima) viene lanciata come ariete contro la vetrina e quest'ultima viene mandata in frantumi. Dopodiché si rubano i profumi di alta gamma e si fugge in pochi minuti. Il tutto poi verrà trasferito oltre frontiera, per essere rivenduto al mercato nero in Est Europa.

L'INSEGUIMENTO. Le forze dell'ordine dunque si appostano a Montecchio, sorprendendo S.M., 36enne serbo, e I.P., 42enne bosniaco, mentre stavano scaricando la refurtiva da una Volkswagen Sharan rubata a Montebelluna qualche settimana prima. Era senza sedili posteriori, per renderla più capiente. Il primo della coppia, capendo di essere braccato, non ha esitato a salire a bordo della "famosa" Fiat Bravo che si trovava lì vicino e a cercare la fuga. Di più. Trovandosi la strada sbarrata da una gazzella dei carabinieri di Valdagno messa di traverso ha pigiato il piede sull'acceleratore e l'ha speronata. Poi per lui la resa e le manette.

LA REFURTIVA. I due stavano per trasferire il bottino in un garage all'interno del quale i carabinieri hanno trovato di tutto: arnesi da scasso e diversi sacchi neri chiusi con nastro isolante. C'era anche il bottino di Cornedo Vicentino, pronto per essere trasferito di lì a poco oltre confine. Da quella perquisizione (a bordo della monovolume sequestrati anche passamontagna, guanti da lavoro e anche una bomboletta di spray al peperoncino da utilizzare contro eventuali cani da guardia) le forze dell'ordine sono intervenute anche in un appartamento di Creazzo e di Vicenza, fermando un 30enne e un 29enne di nazionalità serba. Vicino o all'interno delle loro abitazioni sono stati requisiti altri profumi, materiale informatico e ulteriori arnesi da scasso. Compresa un'ariete in acciaio pesante diversi chili costruita in maniera artigianale in grado di sfondare qualsiasi porta. Un arsenale: c'erano anche una scala a pioli in corda, un martello pneumatico professionale, oltre a decine di tronchesi. Sequestrato pure un Ford Galaxy, sfruttato sempre per le scorribande criminali. Anch'esso rubato in passato a Montebelluna.

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