Vigneti e ortaggi si risvegliano al gelo, danni dai colli Euganei alla Bassa Padovana

"Le gelate hanno interessato le zone più basse ed esposte alle correnti fredde, colpendo soprattutto le piante più piccole e più giovani. Non tutto è compromesso ma sicuramente ci sarà un calo nella produzione", spiega Coldiretti Padova

Risveglio sottozero in alcune zone della provincia, dai Colli Euganei alla Bassa Padovana in particolare, dove il termometro è sceso fra 0 e -1 gradi, provocando la formazione della brina che si è appoggiata sulle coltivazioni a pieno campo, sui vigneti e sui frutteti.

SEGNALAZIONI. Già alle prime luci dell’alba di martedì gli agricoltori erano in campagna per valutare gli eventuali danni provocati da questa sciabolata fredda dopo settimane di siccità seguite da un po’ di pioggia e dalla grandine in alcune zone. Coldiretti Padova sta raccogliendo in queste ore le prime segnalazioni un po’ da tutta la provincia, perché la gelata non è stata uniforme e ha colpito localmente, dove la temperatura ha raggiunto lo 0 a causa della particolare esposizione o del microclima venutosi a creare in quelle ore.

CALO PRODUZIONE. "Nella nostra provincia - spiega Coldiretti Padova - le gelate hanno interessato i vigneti dei Colli Euganei nelle zone più basse ed esposte alle correnti fredde, colpendo soprattutto le piante più piccole e più giovani e le varietà come glera, moscato giallo e raboso. Non tutto è compromesso ma sicuramente ci sarà un calo nella produzione. Il gelo ha “lessato” soprattutto i pampini, i germogli e le foglie spuntate da alcuni giorni. I rischi maggiori li corrono i vigneti più giovani e i nuovi impianti. Questo provocherà un sensibile calo della produzione anche se gli interventi in vigneto già programmati per i prossimi giorni con l’avvio del diradamento dovrebbero contenere i danni.

FRUTTETI. Anche in pianura la brina è scesa sugli ortaggi a pieno campo non protetti da serre o da teli in tessuto non tessuto, ad esempio lattughe ma anche fagiolini appena trapiantati. Anche i piselli ai piedi dei Colli Euganei, fra Monselice, Baone, Este e Vo, hanno risentito del gelo proprio nell’ultima fase di maturazione. Da valutare inoltre le conseguenze sui frutteti, in particolare ciliegi, e sugli ulivi nelle aree collinari in cui la temperatura è arrivata a zero.

GRANDINE. Le piante del resto erano già bagnate dalla pioggia caduta ieri e questo ha favorito la formazione di ghiaccio nelle prime ore della mattinata. In alcune zone della Bassa Padovana martedì sera è scesa una leggera grandinata e ieri mattina i piccoli chicchi di ghiaccio erano ancora intatti tra gli ortaggi e le coltivazioni.

MIOTTO. “Nelle prossime ore sarà possibile valutare con più precisione le conseguenze di questo brusco calo termico e soprattutto nelle aree colpite da questa gelata tardiva. – afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova - Resta comunque in tutta la sua gravità e in tutta la provincia l’emergenza della siccità, appena attenuata dalle modeste piogge dei giorni scorsi. Ora torna il sole e l’acqua continua a scarseggiare. Nei prossimi giorni non sono previste ulteriori precipitazioni né in pianura né in montagna e questo complica una situazione già difficile".

SITUAZIONI CLIMATICHE ANOMALE. "Ormai - continua Miotto - le nostre aziende agricole si trovano ad affrontare situazioni climatiche sempre più anomale che è importante comprendere e conoscere per affrontare e limitarne l’impatto, sia con tecniche colturali che con specifici interventi in campagna, con forme di difesa attiva ma anche “passiva”, come la stipula di polizze assicurative multirischio".

PRODOTTI AGEVOLATI. "Il consorzio Condifesa Padova ha messo a punto a questo proposito una serie di prodotti agevolati per le imprese in grado di coprire le coltivazioni dalle avversità atmosferiche più svariate, dalle gelate tardive ai colpi di calore, dalla siccità alle alluvioni, ma anche grandine e vento forte. - conclude - Purtroppo gli imprenditori che hanno sottoscritto queste assicurazioni stanno ancora aspettando da parte dello Stato il pagamento dei contributi del 2015, iniziati da appena qualche settimana dopo le nostre continue sollecitazioni. In definitiva il clima sta cambiando e l’agricoltura deve adattarsi a queste nuove situazioni per tutelare il reddito d’impresa e le nostre produzioni”.

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