Samira, proseguono le ricerche della 43enne. Una conoscente alla tv: «Marito violento»

I carabinieri coi cani molecolari mercoledì hanno passato al setaccio le zone adiacenti la casa della marocchina scomparsa il 22 ottobre scorso. Indagini su una testimone

Un momento delle ricerche sul Gorzone

Sono ormai 25 giorni che non si hanno notizie di Samira El Attar, la donna di 43 anni di origini marocchine, scomparsa da Stanghella la mattina del 21 ottobre scorso dopo aver accompagnato all'asilo la figlia. I carabinieri del comando provinciale di Padova, coordianati dalla procura di Rovigo, nella giornata di mercoledì hanno ripreso le ricerche setacciando tutti i campi e le canalette a ridosso dell'abitazione. Nelle ricerche è stato impiegato anche un cane molecolare in grado di riconoscere tracce biologiche anche sotto l'acqua. Intanto su Rai Uno all'interno della trasmissione Storie Italiane è andata in onda un'intervista anonima a un'amica della donna che denuncia presunti comportamenti violenti da parte del marito.

La testimonianza

Ai microfoni della tv di stato, con il volto coperto, una donna racconta: «Samira veniva trattata male e veniva violentata dal marito. Lui la picchiava e picchiava anche la bambina che aveva dei segni neri sulle gambe. Lei subiva il marito, era terrorizzata che potesse portargli via la bambina. Lui la costringeva ad avere rapporti sessuali e ultimamente lei lo rifiutava in maniera decisa. Due mesi fa hanno anche avuto un diverbio in piazza dopo che lei era andata a raccontare ai servizi sociali quanto accadeva». La testimone verrà ascoltata anche dai carabinieri che vogliono vederci chiaro su quanto ha detto. La testimonianza finirà comunque agli atti: se la donna avesse raccontato fandonie rischia una denuncia per diffamazione. E' bene ricordare che al momento non c'è alcun indagato per la scomparsa di Samira

Il marito tranquillo

Mohamed, il consorte della marocchina, che il giorno dopo la scomparsa si è recato nella locale stazione per denunciare l'accaduto, è apparso come sempre tranquillo e ha osservato le ricerche a cui hanno partecipato anche i volontari della protezione civile. «E' giusto e normale che i carabinieri siano qui e che indaghino. Io sono tranquillo, se stanno lavorando vuol dire che cercano ancora la mia Samira. Non ho niente da nascondere e seguo gli sviluppi»

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