Ritardi nella pubblica amministrazione: AG&CO a rischio 54 posti di lavoro

L'azienda di San Martino di Lupari specializzata nella progettazione e installazione di impianti elettrici e meccanici nell’ambito sanitario sta per dichiarare fallimento

La sede a San Martino

Un’altra impresa sana che rischia di chiudere battenti per colpa dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. L’AG&CO, azienda di San Martino di Lupari specializzata nella progettazione e installazione di impianti elettrici e meccanici nell’ambito sanitario, che opera nel campo dell'edilizia e delle manutenzioni per conto di Enti Pubblici e Privati, sta per dichiarare fallimento.

A rischio altri 54 dipendenti

L’allarme è lanciato da Gregorio Loregian della Fim Cisl e Mauro Milan, della Filca Cisl Padova Rovigo, dopo un incontro avuto con la dottoressa Mietto, consulente aziendale dell’AG&CO, con sede a San Martino di Lupari, uno stabilimento a Cittadella e cantieri in tutto il Nordest. «Di 88 dipendenti – dicono i sindacalisti – ne sono rimasti 54, dei quali 39 nel settore metalmeccanico e 13 nell’edilizia. Abbiamo chiesto un incontro per capire come mai da circa tre mesi gli operai non percepiscono lo stipendio. Ci è stato risposto che l’azienda è esposta con gli istituti bancari, non più disposti a concedere ancora credito, al punto che sta pensando di portare i libri in tribunale e dichiarare l’autofallimento. La crisi è sorta a causa dei ritardi delle pubbliche amministrazioni nel pagamento dei lavori effettuati. Ritardi che si riflettono sui salari dei dipendenti».

Burocrazia a rilento

L’azienda lavora prevalentemente col il pubblico e fornisce assistenza nella manutenzione degli ospedali sia per il settore metalmeccanico che edile. Tra le numerose certificazioni, l’AG&CO vanta l’attestazione Soa per lo svolgimento di attività rilevanti per la sicurezza nucleare e di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, che le permette di lavorare anche nel campo della medicina nucleare. Attività che rappresenta il core business dell’azienda. «Come Fim e Filca – aggiungono Loregian e Milan – ci siamo attivati per verificare in che modo l’azienda può reperire le risorse per pagare gli stipendi dei dipendenti, che attualmente sono in ferie ‘forzate’. Come sindacato sorveglieremo il percorso dell’azienda per verificare che venga fatto tutto il possibile per tutelare i lavoratori. Per questo intendiamo coinvolgere anche la Regione Veneto, responsabile per l’ambito sanitario, perché acceleri il saldo dei pagamenti arretrati, e chiediamo anche il sostegno delle altre istituzioni coinvolte».

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