Giornata mondiale del malato di CFS: al via l'iniziativa "adotta una ricercatrice"

L’Associazione Malati di CFS Onlus ha scelto di adottare una ricercatrice per un anno, con il compito di studiare e approfondire le cause della malattia ma anche i metodi di assistenza e cura dei pazienti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il 12 maggio è la Giornata Mondiale del Malato di CFS, ovvero la Sindrome da Fatica Cronica da Immuno-Disfunzione, una patologia caratterizzata da una costellazione di sintomi debilitanti come un senso di affaticamento permanente, mancanza di forza muscolare, esaurimento delle energie fisiche e mentali, ma anche disturbi di tipo neurologico come difficoltà a concentrarsi e mantenere l'attenzione, a eseguire semplici calcoli o semplici operazioni di memoria.

In occasione di questo anniversario, l'Associazione Malati di CFS Onlus, impegnata in prima linea nella ricerca sulla CFS all'interno del progetto europeo Cost Action, ha scelto di adottare una ricercatrice per un anno, con il compito di studiare e approfondire le cause della malattia ma anche i metodi di assistenza e cura dei pazienti.

Nonostante la malattia sia nella letteratura medica da oltre 20 anni, infatti, non è ancora emersa una causa chiara e soprattutto univoca per tutti coloro che ne sono colpiti.

Eppure è una patologia che colpisce lo 0,4% della popolazione mondiale, in prevalenza donne e giovani, e che presenta gravi disturbi che debilitano in modo compromettente la qualità della vita: febbre continua, brividi, mal di gola, dolori muscolari o articolari, mal di testa, problemi del sonno, impossibilità di fare qualsiasi attività sportiva.

Negli ultimi anni l'attenzione della ricerca medica verso la CFS è in aumento e va progressivamente concentrandosi su una potenziale disregolazione del sistema immunitario, ma anche sul sistema nervoso centrale ma non è ancora stato individuato un esame specifico che diagnostichi la malattia.

A sostenere l'iniziativa la pediatra padovana Caterina Zilli, che fa parte del comitato scientifico dell'Associazione: "È necessario che la ricerca continui per individuare un marker specifico capace di diagnosticare la malattia in modo inequivocabile, così come avviene per altre patologie. Per questo l'Associazione Malati di CFS Onlus ha deciso di contribuire fattivamente adottando una ricercatrice che avrà il compito di far progredire il percorso già intrapreso a livello europeo".

Per sostenere l'operazione, l'Associazione ha aperto una raccolta fondi a cui tutti possono contribuire con un versamento sul c.c. postale 56294259, intestato ad Associazione Malati di CFS onlus, causale " Adottiamo una ricercatrice".

INFORMAZIONI

www.associazionecfs.it 
amcfs.onlus@gmail.com

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