Halloween? Sì o no? Anche no

Un post di critica su Halloween, partito da una intervista del famoso esorcista Padre Amort apparsa sulla pagina Facebook del Comitato di Conselve, innesca una provocazione a favore della manifestazione definita di solo marketing... Da qui la lunga disamina dello staff del Comitato

  • Un post di un utente sulla pagina Fb del Comitato su una critica contro Halloween, innesca la provocazione e la riflessione del Comitato:
    "Scusate ma il 25 dicembre cosa si festeggia? La nascita di Cristo mutuata da una festa pagana. E allora di cosa si parla? La nostra cultura è un impasto di influenze ellenistiche, romaniche, giudaiche, cristiane e barbariche."
    Tanto per seguire un filone gastronomico, il minestrone è certamente una buona pietanza, questo a riprova del fatto che i diversi ingredienti possono certamente essere , integrandosi ,una risorsa, e pure una ricchezza alla fine, metafora dell intreccio di culture, tradizioni, usi e costumi... anche desiderio inconscio e subliminale di apportare qualcosa di proprio, della propria cultura, delle proprie tradizioni, anche del proprio ego, all interno di realtà e culture diverse dove magari ci si è, o ci si sta integrando. Detto questo però, un conto è proporre un arricchimento culturale ed umano, che interpreti comunque dei valori comuni condivisibilii, un altro "ben distinto conto" è accettare, dapprima una chiara operazione di marketing commerciale che vada ad aggiungersi a tutta una serie di eventi e festività, ( svuotate oramai del senso originario e divenute ahinoi solo veicolo commerciale per vendere e fare niente altro che mèro business ), e poi a insinuarsi pretestuosamente in un ambito pseudo religioso mischiando banalità (dolcetto o scherzetto : antesignano concetto di strisciante e poi chiaro ricatto...) alla "sacralità" o meno, della ricorrente evocazione dei trapassati o defunti, anche qui metafora del cambiamento dalla vita terrena ad un altra dimensione, poi dalle varie religioni, assoggettata ed interpretata secondo diversi stadi e caratteristiche. Quale arricchimento dunque, anche culturale, può offrire una manifestazione che così come viene promossa ed esercitata, sembra e lo può essere chiaramente, esclusivamente una esibizione folcloristica e diciamocelo. ..goliardica e paradossale ma niente più? E non vi sembra che tali manifestazioni possano essere veicoli di destabilizzazione culturale e religiosa, che anziché avvicinare o integrarsi, allontana dalle proprie radici e tradizioni, dove esiste peraltro una profonda spaccatura e una crisi di valori e di identificazione culturale e religiosa?
  • Stravolgere un ambito, qualsiasi, insinuandosi con metodi di comunicazione emozionale e visiva, ha certamente un impatto diverso e maggiormente accattivante; tanto più se li confrontiamo con metodi pesanti, demodè, magari imposti con l abuso di forzature psicologiche e pseudo dogmatico-religiose, pur di ottenere la " sudditanza " psicologica degli adepti o fedeli, così come una Chiesa oramai anacronistica e lontana " anni luce " dalla gente, dal "gregge", ha perpetuato e "perpetrato" ai danni delle generazioni e di sè stessa. È chiaro che tra i due esempi, quello più simpatico, accattivante, suadente, è il primo. ..ecco quindi la persuasione, lo spostamento , l allontanamento da una propria estrazione culturale e religiosa (che comunque detiene uns concreta e sostanziale valenza) verso una condizione più "sostenibile" (apparentemente) meno seriosa, dogmatica, "barbosa"... ma il problema diviene un altro : in quali mani ci si mette? In quale cultura ci si butta? Quali benefici ci può dare, sia spiritualmente che di contenuti, abbracciare certe culture così differenti che, anziché integrarsi con le nostre peculiarità, le scalzano, le annullano e le sostituiscono con le proprie, tra l altro prive delle " nostre" primordiali radici?
  • Infine, l associazione infelice con il 25 dicembre, seppur apparentemente banale esercizio di equazione e impropria associazione comune pressapochistica, non tiene conto, nell inopportuna associazione, della diversa proprietà valoriale degli eventi trattati ( nascita/morte, rinnovamento nella vita/dimensione contraria, vita/morte, salvezza/perdizione ) bensì tenta di accomunarne le diversità portandole sullo stesso piano (sacro e profano), stravolgendone valori e culture intrinseche, per allinearle e così imporre lo sdoganamento di una cultura differente e difficilmente confrontabile con quella cristiana. Anche tale esercizio è pericoloso. ..e se vogliamo subdolo (senza addebitare nulla all autore del post iniziale) perché sembra avvalorare la tesi che una sorta di integrazione sofferta o difficile, possa poi portare a sdoganare qualsiasi differente cultura o tradizione pur di far adottare la propria creando un pericoloso precedente. Si possono vivere certe usanze folcloristiche così come ve ne sono tantissime però senza che queste non pretendano la "testa" di culture e tradizioni presenti e radicate nel tessuto sociale e tradizionale che le ospita. Niente di più!

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