Identificazione e tutela dei minori stranieri: nuovo protocollo d'intesa per il Comune

Approvata la partecipazione in sinergia con Prefettura, Questura e Ulss per organizzare le operazioni di identificazione e cura dei minorenni che giungono in città non accompagnati

Su richiesta dell'assessore Marta Nalin, è stato approvato in sede di Consiglio comunale, martedì 16 gennaio, il protocollo d'intesa tra Prefettura, Questura, Comune e Ulss n.6 Euganea per l'identificazione del minore straniero non accompagnato e per la sua tutela socio-sanitaria.

A PADOVA NUMERI DA RECORD.

La questione è stata sottoposta all'attenzione della Giunta poichè il fenomeno della presenza di minori stranieri non accompagnati (MSNA) ha assunto, a partire dal 2014, una dimensione senza precedenti sul territorio padovano, con giovani provenienti soprattutto dall’Est Europa, dall’Asia e dall’Africa. Al 31 dicembre 2017 il servizio sociale comunale aveva in carico centodue casi, con bambini di cittadinanza per lo più albanese, kosovara e moldava; alla stessa data si è rilevata anche la presa in carico di diciassette minori non accompagnati richiedenti asilo, provenienti da Africa e Asia, entrati nel territorio nazionale attraverso i porti di alcune regioni del sud e successivamente assegnati a Padova dal Ministero dell’Interno.

IL PROBLEMA DELL'IDENTIFICAZIONE.

I minori non accompagnati dell’Albania, del Kosovo e, in generale, degli Stati dell’Est Europa, esibiscono solitamente alle autorità locali documenti d’identità che ne permettono l'identificazione, mentre quelli provenienti da Stati asiatici o africani nella quasi totalità dei casi non possiedono alcun tipo di documento. Si rende per questo necessario determinare l'età degli individui coinvolti, per poter accertare se abbiano essi giù compiuto i diciotto anni e per procedere nel modo più idoneo alla loro gestione sul territorio. Oltre alle dimensioni del tutto eccezionali assunte dalla quantità di stranieri entranti in Italia, che porta con sè un massiccio aumento del numero di minori coinvolti, si è intensificato infatto anche il fenomeno dei sedicenti minori, che all'atto dello sbarco dichiarano la maggiore età salvo poi rettificarla durante la presentazione della domanda di asilo, per ottenere il riconoscimento della protezione internazionale.

IL NUOVO PROTOCOLLO.

Dalla metà degli anni Novanta il Comune di Padova ha instaurato un modello di intervento a favore dei MSNA, in collaborazione soprattutto con la Questura, il Giudice Tutelare del Tribunale di Padova e l’Azienda locale socio-sanitaria. Dal 2003 vige anche un protocollo d’intesa tra il Comune e l'Ulss 16 per la verifica delle condizioni di salute di tali minori dopo il loro arrivo in città. A fronte della situazione attuale e della necessità di identificare i minori per capire se siano effettivamente tali, su richiesta della Prefettura, successivamente all’entrata in vigore della Legge 47/2017 (“Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”), è stato costituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del Comune, della Prefettura stessa e della Questura, nonché dell'Ulss n.6 Euganea, per creare un protocollo di intesa per gestire i minori non accompagnati e le procedure di identificazione. Su tale iniziativa si è pronunciato favorevolmente il Consiglio, approvandone lo schema e la sottoscrizione da parte del Comune.

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