L'imprenditore calzaturiero Damiano Pipinato: «I miei fratelli non c'entrano con i miei affari»

Il suo nome compare nelle carte in cui si ricostruiscono le tangenti legate al Mose. Più che la lista d'imprenditori e industriali che alimentavano un sistema corrotto ha fatto clamore soprattutto il versamento di denaro alla Fondazione Fontana

Ha scritto una lettera aperta e pubblica, rivolgendosi a tutti quelli che ha coinvolto suo malgrado. E’ costernato, o almeno così traspare dalle parole dell'imprenditore calzaturiero padovano Damiano Pipinato.

40 milioni

Il suo nome compare nelle carte in cui si ricostruiscono le tangenti legate al Mose. Pipinato non ha più conti aperti con la giustizia, anzi ha collaborato con la procura per ricostruire gli assetti societari messi organizzati dallo studio Pvp, che gestiva il denaro nero dell’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan. Pipinato non mai stato indagato nonostante avesse portato all'estero 40 milioni, fatti poi rientrare legalmente con la voluntary disclosure,

Fondazione Fontana

Il passaggio più significativo della lettera è sciuramente quello che riguarda la Fondazione Fontana e le polemiche che sono nate sull'argomento: «Mi dispiace se quanto dipende da me possa anche solo aver suscitato un velo di dubbio sull'operato di Don Gabriele o sul bene fatto attraverso le molte opere di carità che la Fondazione sostiene», ha scritto l’imprenditore. A Padova, più che la lista di innumerevoli imprenditori ed industriali che alimentavano un sistema corrotto ha fatto clamore soprattutto il versamento di denaro di una delle sue società-schermo alla Fondazione Fontana, nel cui cda compare il fratello di Damiano, don Gabriele Pipinato. Ma non è il solo nome illustre presente. C’è anche l'assessora Francesca Benciolini e soprattutto il vicesindaco Arturo Lorenzoni.

Chiarimento

La Lega sulla questione ha fatto anche una interpellanza parlamentare e il Movimento 5 Stelle in città ha chiesto ai tre di presentarsi in commissione e spiegare le loro posizioni. Invito che i tre hanno declinato non sottraendosi però alla volontà di chiarimento, che avverrà, ma non si sa ancora né e neppure quando.

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