Imprenditore padovano si suicida Trovato impiccato dentro l'azienda

La morte giovedì mattina. A togliersi la vita un 74enne, uno dei titolari di un importante e storico gruppo editoriale con sede in zona industriale a Padova. All'origine difficoltà finanziarie e problemi di salute

Padova paga ancora una volta il proprio tributo di sangue alla crisi economica e alle conseguenti difficoltà finanziarie del tessuto lavorativo locale con l'ennesimo suicidio di un imprenditore.

NELLA STESSA MATTINATA: Titolare di un agriturismo sui colli cerca di uccidersi - IL 5 FEBBRAIO: "Benzinaio si uccide gettandosi dall'ospedale"

IMPICCATO IN AZIENDA. A togliersi la vita, giovedì mattina, a 74 anni, in un ufficio all'interno della propria azienda, uno dei fratelli fondatori e titolari di uno storico gruppo tipografico-editoriale fondato negli anni '60 e con sede oggi in zona industriale, presente anche in Friuli, e che dà lavoro a un centinaio di dipendenti. L'uomo è stato trovato intorno alle 7.10 da un dipendente già impiccato ed esanime con una corda attaccata a un trave all'interno del reparto cartotecnico al primo piano dell'azienda.

CONFESERCENTI: "È allarme imprenditoricidio" - ZAIA: "Politica e istituzioni reagiscano" - NUMERO VERDE ANTI-SUICIDI: 1137 chiamate di imprenditori in crisi - COMITAS: "Suicidi per problemi economici aumentati del 30% negli ultimi 4 anni" - CONFINDUSTRIA: "Crisi non è superata, ora risposte"

I BIGLIETTI. Il medico legale intervenuto sul posto ha escluso responsabilità da parti di terzi, mentre sulla scrivania dell'imprenditore sono stati rinvenuti dei fogli scritti a mano da quest'ultimo, nei quali manifestava il chiaro intento di uccidersi per problematiche di salute e finanziarie. Sul caso indagano i carabinieri. La salma è stata trasportata all'istituto di medicina legale a disposizione dell'autorità giudiziaria.

LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE. Da quanto si apprende, l'azienda versava in cattive acque, con debiti sempre più elevati, la chiusura dei fidi da parte degli istituti di credito e da tempo aveva messo in cassa integrazione la maggior parte dei suoi dipendenti, oggi circa 110 mentre un tempo erano 300. Le stesse due figlie dell'imprenditore, dipendenti dell'azienda, ero entrate in cassa integrazione da poco. L'amministratore unico del gruppo editoriale, specializzato nella produzione di libri particolarmente prestigiosi (edizioni limitate anche da 2.500 euro a copia), conferma le difficoltà e il malessere del titolare: "l'ultima volta che l'ho sentito è stato lunedì, era molto avvilito per la situazione finanziaria della sua azienda. Una montagna di debiti - ha spiegato - che hanno fatto emergere anche degli errori di gestione. Ormai il rischio di dover chiudere era diventato veramente alto". La crisi ma anche qualche imprevisto, tra cui una liquidazione particolarmente dispendiosa di alcuni soci un paio di anni fa, sembravano infatti non lasciare molte alternative. In lacrime i dipendenti, che mesi fa avevano accettato di non percepire lo stipendio pur di permettere il pagamento dei fornitori, e quindi la sopravvivenza dell'impresa.

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