Incendio Grenfell Tower, un padovano tra i sopravvissuti: la sua notte da incubo

Quando è scoppiato il rogo Antonio, 57enne originario di Maserà, era all'interno della torre situata nella zona di North Kensington. La telefonata del figlio e le ore di angoscia sino l'arrivo dei pompieri

In foto: da sinistra ,le immagini dell'incendio e Antonio Roncolato (foto: Facebook)

Il 15 giugno scorso dall'Inghilterra arrivò una notizia che gelò il sangue. Una 27enne padovana e il fidanzato risultavano tra i dispersi dell'incendio divampato all'una di notte (le due in Italia) alla Grenfell Tower, a Londra, grattacielo residenziale di 24 piani e 120 appartamenti nella zona di North Kensington. Il rogo è divampato all'undicesimo piano e rapidamente si è diffuso in quasi tutto il palazzo.

FIDANZATI. Si trattava di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, lei di Camposampiero lui veneziano di San Stino di Livenza. "Chiunque li veda mi contatti", scriveva su Facebook la cugina di Gottardi. Il giovane, dopo essersi laureato, aveva raggiunto Londra trovando lavoro nell'ambito degli studi. Al pari della compagna, Gloria, laureata allo Iuav.

ULTIMA TELEFONATA. Più passavano le ore e più si affievolivano le speranze di trovare i due ragazzi ancora vivi. Le famiglie erano stremata dal dolore. Il padre della giovane, Loris aveva usato parole di rabbia contro un paese, l'Italia, "che costringe i nostri giovani ad andare all'estero. Gloria e Marco si erano appena sistemati". Quell'ultima telefonata ai genitori era l'ultimo ricordo che quelle due famiglie custodivano gelosamente nel loro cuore. Poi, la notizia che nessuno voleva ascolatare: "Gloria e Marco sono morti".

SOPRAVvISSUTO. In quel rogo, come riportano i quotidiani locali, c'era anche Antonio Roncolato, 57enne originario di Maserà. In uno di quei 24 piani distrutti dalle fiamme, il padovano ci abitava con il figlio già da qualche anno. Assieme ad altre persone faceva parte del Grenfell Action Group e già a suo tempo aveva manifestato preoccupazione nei confronti del sistema di sicurezza dell'edificio.

NOTTE DI ANGOSCIA. Lui da quelle fiamme è riuscito ad uscire vivo. La telefonata del figlio che l'avvisava delle fiamme e quella nottata di angoscia, dall'una alle 6 del mattino chiuso in casa come gli era stato consigliato dai pompieri. "È stato un incubo ma sono sopravvissuto", ha dichiarato l'uomo che ora vive in una stanza dell'albergo per cui lavora in attesa di riavere una casa.

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