Maxi incendio alla Acciaierie Venete, aria bollente investe 4 operai: 3 gravi

L'esplosione ha provocato un grave incidente sul lavoro domenica mattina attorno alle 8 nello stabilimento di Corso Francia a Padova: in ospedale un 44enne, due 40enni e un 35enne

Grave incidente sul lavoro domenica mattina attorno alle 8 all'interno delle Acciaierie Venete di corso Francia a Padova.

L'incendio

Per cause in corso di accertamento, del materiale incandescente contenuto all'interno di un contenitore è fuoriuscito, provocando una bomba di aria bollente finita addosso ai quattro operai impegnati nella fase di spostamento del contenitore. Probabilmente la rottura di un perno ha fatto si che il materiale fuso si riversasse a terra e che lo spostamento di aria bollente li colpisse. Immediata la chiamata ai carabinieri, agli uomini del Suem e ai vigili del fuoco. In ospedale un 44enne, due 40enni e un 35enne: tre di loro sono gravi, uno è stato elitrasportato nel reparto ustionati di Cesena. Indagini anche a carico dei tecnici dello Spisal.

elitrasporto dalle Acciaierie Venete-2

I feriti

Due degli operai feriti presentano ustioni in tutto il corpo, pur stabili, e risultano in gravissime condizioni, uno di loro presenta bruciature sul 70% del suo corpo. Due di loro sono residenti a Cadoneghe e a Padova, un altro a Vigonovo e l'altro ancora a Santa Maria di Sala. Dai primi dati pervenuti emerge che due sono dipendenti di Acciaierie Venete, l'altra metà di una ditta di manutenzione esterna.

L'intervento

Le squadre dei pompieri fino al primo pomeriggio hanno raffreddato il materiale fuoriuscito insieme alla squadra aziendale. A causa dell'incidente l'impianto è rimasto chiuso.

La reazione di Cgil Veneto

“Il gravissimo incidente sul lavoro accaduto questa mattina alle Acciaierie Venete è l’ultimo di una drammatica serie che dall’inizio dell’anno ha colpito il Veneto, ponendo la nostra regione al primo posto in Italia per morti sul lavoro con 29 incidenti mortali avvenuti dall’inizio di quest’anno.
Non è assolutamente accettabile che il lavoro da fonte di vita e di realizzazione della persona si trasformi in causa di morte, di invalidità e di dolore. 
La sicurezza deve tornare ad essere il più importante investimento all’interno delle aziende perché la tutela della vita e della salute rappresentano un diritto fondamentale e inalienabile che va garantito a tutti i lavoratori, diretti e degli appalti, indipendentemente dalla tipologia lavorativa.
Lo ribadiremo proprio domani nell’ambito dell’incontro sul tema della sicurezza sul lavoro che Cgil Cisl Uil hanno chiesto nei giorni scorsi al presidente Zaia, e in cui ribadiremo l’assoluta necessità di intensificare la prevenzione sotto tutti i vari aspetti e di rendere più efficace il sistema dei controlli anche adeguando risorse, organici e strumentazioni”.

Liberi e uguali

Liberi e Uguali di Padova esprime vicinanza e solidarietà ai quattro lavoratori rimasti ustionati nell'incidente avvenuto. Ruzzante:"Solidarietà e vicinanza alle famiglie dei feriti.  Le parole di solidarietà però non bastano. C'è bisogno di più sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve affermare e diffondere la cultura della prevenzione, permettere ed estendere i controlli, aumentare gli ispettori del lavoro irresponsabilmente  tagliati nel corso di questi anni".
 

Dati

Sono 375.135 gli infortuni sul lavoro denunciati all’ Inail in Veneto dal 2013 al 2017. Significa che nell’arco di 5 anni un lavoratore su 5 si fa male sul lavoro riportando lesioni di varia gravità, fino a menomazioni permanenti e, in 560 casi, addirittura la perdita della vita. Il dato (essendo riferito al totale degli assicurati Inail in cui rientrano anche categorie a basso rischio) incide in modo ancora più sensibile sui settori più esposti, a partire dall’edilizia e da alcuni comparti industriali (metalmeccanico in testa), oltre che dall’agricoltura. Ed è particolarmente accentuato negli appalti e nelle esternalizzazioni dove minori sono le tutele sul lavoro. La provincia con il maggior numero di incidenti è Verona (79.831 eventi) cui seguono Vicenza e Padova che però sopravanzano il capoluogo scaligero per numero di morti.
 

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