Incendio Notre Dame: studente padovano a Parigi: «In lacrime davanti a uno scenario catastrofico»

«Dai social scoprivo la drammatica realtà: Notre Dame in fiamme. Tornavo a casa e nei pressi della cattedrale migliaia di persone in strada incredule, pietrificate, disperate davanti a un'immagine talmente extra-ordinaria e distopica da non sembrare vera»

Una violenza devastante, inaspettata e talmente impressionante che lascia senza parole non solo i francesi. Tra i padovani a trovarsi nella capitale francese c’è Nicola Contiero, 24enne originario di Conselve. A Parigi da settembre 2016 e, dopo aver perfezionato gli studi lì, ora lavora per BNP Paribas.

La vicenda vissuta in prima persona 

«Alle 19 circa ero pronto a lasciare l'ufficio per tornare a casa quando, guardando fuori dalle grandi vetrate del settimo piano dove mi trovavo, ho notato un'enorme torre di fumo provenire dal cuore di Parigi. La confusione era tanta, ma tutto diventava chiaro grazie ai social (Twitter e Instagram) dove con i colleghi scoprivamo la drammatica realtà: Notre Dame era in fiamme. In pochi attimi, istintivamente, tutto l’ufficio, per la maggior parte parigini, era alle finestre con la mano alla bocca. Tutti increduli, attoniti e feriti». 

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In strada pietrificati, in lacrime

«Prendevo la metro per tornare a casa e scendevo di proposito una fermata dopo per arrivare alla Place de l'Hotel de Ville, dalla quale migliaia di persone riempivano le strade incredule, pietrificate, in lacrime davanti a un'immagine talmente extra-ordinaria e distopica da non sembrare vera. Continua Nicola - L'unico rumore percepibile in quel scenario catastrofico era il suono delle sirene dei pompieri, mobilitati in modo massivo per domare le fiamme, che sembravano divorare Notre Dame, il simbolo della cristianità nel mondo intero e della cultura letteraria francese grazie a Victor Hugo. Tornavo a casa a piedi attraversando il quartiere del Marais, meno allegro e vivace del solito, e subito accendevo la tv che da ore trasmetteva le immagini in diretta della cattedrale in fiamme». 

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Le conferme

«I francesi parlavano di "désastre, tragédie". L'immagine più forte? Il momento in cui la "flèche" (freccia, ossia il pinnacolo più alto) crollava. Fortunatamente poi arrivava la conferma: la cattedrale è "preservata nella sua integralità", ma non si escludevano danni inestimabili. La maggior parte delle opere custodite al suo interno, tra cui le tele di Tiziano, erano state portate al sicuro anche se la copertura del monumento più visitato di Parigi era interamente andata perduta. Ora serviranno tempo (almeno vent’anni dicono), fondi (centinaia di milioni di euro) e soprattutto i talenti e le competenze all'altezza per riparare a questo disastro. Alle 23.30 le fiamme non erano ancora domate, ma certo meno intense. L'acqua della Senna e il lavoro dei pompieri avevano salvato uno dei simboli di Parigi».

Brucia la chiesa di Pressina

Ma il destino sembra non dar tregua alle tragedie. È di oggi la notizia dell'incendio alla chiesa di Presina dove sono andati bruciati i paramenti sacri per la Settimana Santa. Lo stesso giorno, lunedì 15 aprile, venti minuti prima della mezzanotte, i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio divampato in un locale all’interno della chiesa di Piazzola sul Brenta. Le fiamme si sono sviluppate in un disbrigo promiscuo alla sacrestia, bruciando materiale utilizzato qualche ora prima per le funzioni religiose della Settimana Santa, paramenti sacri e arredi.

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