Tragedie sul lavoro: operai in sciopero alla Ferrau. Il ferito ha perso due dita

Alla ditta di Caselle di Selvazzano dove un autista è morto investito da un collega, dopo l'assemblea è stato proclamato lo sciopero e chiesto un controllo approfondito

Il luogo dove ha perso la vita Georgiev Peycho

Dopo due giornate tragiche per il mondo delle aziende padovane, con la morte di un autista e il grave ferimento di un operaio, i lavoratori della ditta Ferrau indicono uno sciopero. Lo comunca Fiom Cgil in una nota stampa ufficiale.

Giornate nere

Martedì è toccato a Georgiev Peycho, 56enne bulgaro in Italia da vent'anni, pagare con la vita il proprio posto di lavoro. Investito per errore da un collega, è morto in ospedale poco dopo il ricovero. Mercoledì è stata la volta di un 65enne di origine serba, rimasto intrappolato con la mano sotto una pesante lastra di acciaio nella sede di Zen Fonderie di Albignasego. Non ci ha rimesso la vita, ma ventiquattr'ore dopo l'incidente l'ipotesi che i medici temevano è diventata realtà: è stata necessaria l'amputazione di due dita della mano sinistra, anulare e indice. Inizialmente si era sperato di salvarle, ma le ferite erano troppo profonde.

Dati allarmanti

L'ennesima ombra oscura sul mondo della produzione in provincia, che per questo inizio d'anno sembra confermare il triste primato del Veneto in vetta alle regioni con il più alto tasso di mortalità e feriti sul posto di lavoro. In Italia sono già 21 i lavoratori che hanno perso la vita nelle prime due settimane del 2019.

Lo sciopero

I colleghi insorgono, in particolare alla Ferrau di Caselle, teatro della morte di Peycho. Fiom Cgil fa sapere che sono state proclamate quattro ore di sciopero per il pomeriggio del 17 gennaio ed è stato chiesto all’azienda che venerdì mattina venga fatta una verifica puntuale delle attrezzature, per controllare lo stato di ogni macchina prima di ripartire con la produzione. La decisione è arrivata dopo una mattinata di assemblea. «I lavoratori esprimono la loro vicinanza alla moglie di Georgiev e ai loro compagni che hanno perso il padre così tragicamente» spiega il sindacato. Anche i due figli del 56enne sono infatti dipendenti della stessa ditta.

Volontà comune

«C’è una sostanziale volontà da parte dei lavoratori e della Fiom di modificare l’approccio al tema sicurezza in Ferrau, perché a prescindere da quello che è successo, da tempo Rsu e Fiom sollevavano il problema della sicurezza in azienda» aggiunge Fabio Pozzerle della segreteria della Fiom-Cgil di Padova «I lavoratori vogliono poter lavorare, ma sentendosi in un posto sicuro» conclude la nota.

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