Innovation Talks, Aula Magna del Bo gremita. Rizzuto: «Indaghiamo il collegamento fra scienza e società»

La gestione della proprietà intellettuale è stato uno dei due grandi temi trattati negli Innovation Talks, organizzati da UniSmart, la comunità di innovazione tecnologica fortemente voluta dall’Università di Padova

Il rettore ha aperto Innovation Talks

Per far fruttare quel capitale umano radicato in due mondi che sempre più dialogano fra loro, imprese e accademia e in una società sempre più digital driven, connessa e globalizzata, la capacità di proteggere i beni immateriali di un’impresa assume una fondamentale rilevanza economica. Brevetti, marchi, design, modelli, know-how. E proprio la gestione della proprietà intellettuale è stato uno dei due grandi temi trattati negli Innovation Talks, organizzati da UniSmart, la comunità di innovazione tecnologica fortemente voluta dall’Università di Padova. 

Brevetti

Duecento brevetti sono nel portafoglio dell’Università di Padova, 70 in fase di valorizzazione da parte di UniSmart.  Oltre 250 esperti, professionisti, docenti hanno così affollato le due sessioni: quella mattutina, in Archivio Antico, e quella pomeridiana nell’Aula Magna di palazzo Bo. Così, accanto alle effigi e agli stemmi di grandi scienziati che, in campi ed ambiti diversi, hanno costellato di innovazione e scoperte la storia dell’Università di Padova, ormai prossima agli ottocento anni, si è discusso di licensing e di robotica. Con un focus su quell’Intelligenza Artificiale – strettamente correlata all’economia dei dati – che l’Europa ora sta puntando a normare (le linee guida sono state presentate a Bruxelles lo scorso 19 febbraio). Sui dati, in particolare, si punta ad una gestione etica e trasparente. Tra il 2018 e il 2025, il volume annuo di dati raccolti attraverso piattaforme digitali, passerà da 33 a 175 zettabytes. Con un interessante cambio di paradigma per quanto riguarda la produzione: oggi vengono generati per l’80% da computer centrali, e appena per il 20% da oggetti connessi. Nel 2025, la proporzione si sarà invertita. 

Privilegio

«Noi abbiamo un privilegio: essere figli di una storia di innovazione – ricorda Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova – Solo per fare due esempi, Galileo Galilei o Morgagni. Ci rendiamo conto e ci siamo sempre resi conto, nel corso della nostra storia, di come sia fondamentale guardare sempre al futuro. Ma l’avanzamento tecnologico ci pone anche una grande questione: integrare le nuove scoperte con una società che continua a crescere e mutare. E anche l’ateneo patavino evolve: proprio quest’anno apriamo un corso in diritto e tecnologia. Dove si parlerà di avanzamenti scientifici e leggi, tutele e società. Occasioni come gli Innovation Talks rappresentano bene la nostra sensibilità sul collegamento fra scienza e società».

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