Isabella Noventa, un cippo nel giardino della madre per piangere la donna scomparsa

Paolo Noventa desidera costruire nella casa di Albignasego un luogo simbolico in ricordo della sorella. Nonostante le condanne i tre assassini non parlano e il corpo non si trova

Un cippo nel giardino di casa per avere un luogo dove piangere Isabella. Come riporta il Mattino di Padova, è questa la volontà espressa da Paolo Noventa, fratello della donna scomparsa il 15 gennaio 2016 il cui cadavere non è mai stato ritrovato e per il cui omicidio sono stati condannati i fratelli Freddy e Debora Sorgato e Manuela Cacco.

UN CIPPO PER PIANGERE ISABELLA.

Il fratello ha dichiarato la stampa di voler realizzare un piccolo monumento per dare all'anziana madre un posto in cui poter piangere la figlia, con alcuni dei suoi oggetti più cari. Ofelia Rampazzo, ormai anziana, è molto provata non solo dalla scomparsa di Isabella, ma dal fatto che gli assassini non ne abbiano mai fatto ritrovare il corpo. Nonostante in questi mesi le sia vicina la moglie del figlio Paolo, la donna non riesce a darsi pace. Da qui l'idea del cippo commemorativo nel cortile della casa di Albignasego. Proprio ad Albignasego, nella parrocchia di Santa Maria Annunziata, sabato 20 gennaio alle 18.30 sarà celebrata una messa in memoria della donna, a due anni dalla scomparsa.

UNA NUOVA PISTA, MA IL CORPO NON SI TROVA.

A distanza di anni le ricerche del corpo della segretaria di Albignasego hanno impegnato centinaia di uomini e mezzi, senza però dare risultati. Risale ad alcuni mesi fa il ritrovamento di alcune tracce della vittima in un casolare di proprietà della famiglia Sorgato e utilizzato da Freddy, non distante dalla sua abitazione di Noventa. Il fratello Paolo sostiene nelle dichiarazioni alla stampa locale di essere certo che il corpo si Isabella sia stato portato lì prima di essere occultato e ribadisce il proprio sconcerto per il comportamento dei tre assassini, che mai hanno dimostrato rimorso o pentimento. Le parole più dure sono per Debora, la cui scelta di inviare a una nota trasmissione televisiva una lettera di scuse alla famiglia Noventa distaccandosi dai complici, è per Paolo solo un misero tentativo di salvare sè stessa.

IL PROCESSO.

Per l'omicidio di Isabella Noventa sono stati condannati a trent'anni con rito abbraviato Freddy e Debora Sorgato, mentre la tabaccaia Manuela Cacco dovrà scontare sedici anni e dieci mesi. Dopo le condanne i legali degli imputati hanno depositato il ricorso in Appello. Gli avvocati dei Sorgato continuano a sostenere la tesi del gioco erotico finito in tragedia, sollevando di fatto Debora da ogni capo d'imputazione. La donna non sarebbe stata presente e l'unico colpevole sarebbe dunque il ballerino. Anche su questo punto Paolo Noventa si dimostra scettico, ormai rassegnato al fatto che gli assassini della sorella resteranno trincerati nel silenzio fino al Secondo grado di giudizio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Dalle acque gelide affiora un corpo di uomo: i passanti notano la salma lungo la riva

  • Rotogal brucia: inferno di fuoco all'alba. Il sindaco: «State in casa», Arpav monitora l'aria

  • Live maltempo: a Padova e provincia black out e rami caduti, Venezia in ginocchio

  • Cadavere nel parcheggio: fu arrestato per le spaccate, stroncato dalla droga

  • Tir sbaglia la curva e si inclina pericolosamente sopra il Muson (Video)

  • La Jaguar dà nell'occhio: il cane fiuta la coca, in casa del 70enne un bazar della droga

Torna su
PadovaOggi è in caricamento