«Una devastante emozione»: la toccante visita dei Lagunari del Reggimento Serenissima alla Città della Speranza

A fine ottobre ottobre avevano corso alla VeniceMarathon, tagliando il traguardo con lo striscione dell'istituto di ricerca pediatrica: insieme a loro anche "Iena", luogotenente che ha ispirato l’omonimo e famoso topo amico di Geronimo Stilton

La delegazione di Lagunari del Reggimento Serenissima che ha visitato la Città della Speranza

Lo scorso 28 ottobre hanno corso in 207 alla VeniceMarathon, tagliando il traguardo con lo striscione di Città della Speranza. E a distanza di due settimane una delegazione di circa venti persone vi ha fatto visita: stiamo parlando dei Lagunari del Reggimento Serenissima, reparto d'élite dell'Esercito Italiano molto attivo nelle iniziative a sfondo benefico, recatisi all’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza a Padova.

La visita

Ad accompagnare i Lagunari nella visita sono stati Stefania Fochesato e il consigliere Fabio Rigo con la moglie Luisa Contaldo, la quale ha rimarcato il profondo valore della ricerca scientifica. «Non ho parole per definire questo incontro, se non una devastante emozione. La sofferenza di un bambino è sempre toccante. Con il nostro contributo, per quanto millesimale, vogliamo dimostrare la nostra vicinanza», ha commentato il comandante Roberto Cocco al termine della visita ai laboratori, dove il gruppo ha potuto ascoltare le sfide a cui i ricercatori sono chiamati per dare risposte nuove e concrete per combattere le più gravi patologie pediatriche.

"Iena" special guest

Tra i presenti vi era anche il luogotenente Gennaro Noviello, in arte "Iena" (colui che ha ispirato l’omonimo e famoso topo amico di Geronimo Stilton), che nei primi anni Duemila ha lottato assieme al figlio per vincere la leucemia. «È stata un’esperienza che mi ha cambiato completamente, ma il supporto dei colleghi mi ha dato la forza di reagire assieme alla mia famiglia – ha raccontato –. Ne è nato un impegno e un entusiasmo che non hanno nulla di individualistico, ma mirano semplicemente ad aiutare l’altro: il bambino. La mia storia ha ispirato il personaggio di "Iena", topo eroe, e alcuni libri. Ho rinunciato al diritto d’autore per sostenere Città della Speranza, realtà in cui credo. Sono sicuro che tanti giovani colleghi, oggi qui presenti, una volta tornati a casa parleranno di questa realtà ad amici e familiari».

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