Scappa dalla comunità e torna a perseguitare la madre: dal baratro della droga al carcere

Si è conclusa dietro le sbarre del penitenziario padovano la vicenda di un giovane tossicodipendente. Per anni ha maltrattato la madre in preda a violente crisi di astinenza

Il ricovero in comunità sembrava aver messo la parola fine sul rapporto travagliato tra madre e figlio. Invece lo spettro della droga ha avuto la meglio sul ragazzo, che è tornato a casa e ha ricominciato a perseguitare la madre.

Anni difficili

Il calvario di una 56enne padovana comincia qualche anno fa. Vive con il figlio, oggi 27enne, al confine tra Padova e la zona delle Terme. All'inizio in famiglia tutto fila liscio, poi la tossicodipendenza si fa sempre più largo nella vita del giovane. Con il passare del tempo il suo bisogno di droga è sempre più forte: non è più lo stesso, frequenta spesso il capoluogo per rifornirsi, è sempre alla ricerca di soldi.

Dagli insulti alle botte

Alla disperazione del vedere il figlio vittima della dipendenza, la 56enne deve aggiungere le continue vessazioni. Prima era qualche litigata sporadica, poi sono subentrate grida, insulti, minacce. Alla fine il giovane, davanti al rifiuto della mamma di consegnargli altro denaro, è passato alle mani. Più volte. Dopo aver cercato invano di sopportare, la donna si è rivolta ai carabinieri della compagnia di Abano che hanno segnalato il caso alla procura.

Dal ricovero in comunità...

Nel frattempo il ragazzo ha accettato di essere ricoverato in una comunità di recupero fuori provincia, in una zona montuosa, lontano dal caos della città. Il giudice gli impone l'obbligo di dimora per tenerlo separato dalla madre e permettergli di riabilitarsi completamente. Sembrava la svolta, ma è durata poco. Il 31 dicembre il 27enne sparisce dall'istituto e ricompare a casa della mamma. Il ricovero non lo ha cambiato: in poche ore ha una violenta crisi di astinenza e la casa ripiomba nell'incubo. Torna a insultare la 56enne, la aggredisce. Lei chiama i carabinieri e l'iter riparte.

...alla cella

Stavolta il giudice sceglie la linea dura: vista la lunga storia di maltrattamenti, nei confronti del ragazzo viene emesso un ordine di carcerazione. I militari di Abano Terme glielo notificano mercoledì nel tardo pomeriggio. Lui era ancora lì, nella casa di famiglia, quando lo hanno arrestato e portato al Due Palazzi.

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