Massacra di botte la fidanzata: nonostante una gamba rotta lei tenta di proteggerlo

Dopo una festa a base di alcol una lite di coppia è degenerata tanto che una donna è dovuta ricorrere alle cure mediche. I sanitari l'hanno convinta a confessare mesi di abusi

Dopo l'aggressione a colpi di spada che pochi giorni fa ha mandato al pronto soccorso una donna assalita dal marito, un nuovo caso di maltrattamenti in famiglia colpisce il padovano.

Una scia di violenze

L'ultimo episodio risale a giovedì scorso, quando un trentenne marocchino ha ferito alle braccia la giovane moglie. Nell'ultimo mese sono stati quattro i casi di violenze tra le mura domestiche e a farne le spese sono state sempre le compagne degli aggressori, alcune vittime di soprusi da anni. Domenica notte l'ennesimo pestaggio, stavolta a San Martino di Lupari, dove a tarda notte un 36enne marocchino ha picchiato a sangue la fidanzata italiana di 47 anni.

Ha tentato di mentire

Alle 2.30 la donna si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale di Cittadella. Coperta di lividi in tutto il corpo, ha inizialmente raccontato di essere caduta dalle scale, probabilmente per tenere il compagno lontano dai guai. I medici si sono però resi conto che qualcosa nel suo racconto non tornava: le ferite non corrispondevano alla dinamica di un ruzzolone accidentale e il suo stato psicofisico lasciava intendere una situazione ben più grave. Dopo le cure, oltre alle ecchimosi le sono state riscontrate la rottura di tibia e perone. In pratica aveva una gamba rotta e la prognosi è stata di 60 giorni.

La confessione

Trattenuta in osservazione, la 37enne alla fine ha ceduto e raccontato il suo calvario. A quel punto sono intervenuti i carabinieri, che ne hanno raccolto la testimonianza e hanno rintracciato il compagno. Quella sera la coppia era stata in un bar per poi raggiungere l'abitazione di alcuni amici. Avevano bevuto parecchio e, rientrati a casa, era scoppiata l'ennesima lite violenta. L'uomo ha sfogato la sua furia incontrollata sulla fidanzata, ferendola.

Le indagini

E secondo i primi accertamenti non era la prima volta, perché come in molti altri casi quella di alzare le mani era ormai diventata un'abitudine per il 36enne. L'uomo (le cui generalità non vengono divulgate per salvaguardare la privacy della vittima ndr) residente fuori provincia, è stato denunciato per lesioni aggravate. Proseguono le indagini per capire da quanto i maltrattamenti andassero avanti e la loro entità, in modo da determinare le misure per allontanarlo dalla vittima.

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