Mantovani, dopo il caso Baita nominato un nuovo cda del gruppo

Oggi l'assemblea degli azionisti della società di costruzioni con sede a Padova, il cui presidente è stato arrestato con l'accusa di associazione a delinquere per frode fiscale. A capo del nuovo consiglio di amministrazione è stato nominato l'ex questore di Treviso

Accettate le dimissioni del presidente Piergiorgio Baita, arrestato a fine febbraio con l'accusa di associazione a delinquere per frode fiscale in relazione a opere pubbliche realizzate con il sistema del project financing a livello veneto, il gruppo Mantovani spa ha proceduto oggi con il rinnovo del consiglio di amministrazione.

EX QUESTORE TREVISO NUOVO PRESIDENTE. L'assemblea degli azionisti dell'impresa di construzioni con sede a Padova ha nominato un nuovo cda che resterà in carica per un triennio, fino all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2015. Nuovo presidente l'ex questore di Treviso Carmine Damiano, che la società definisce in una nota: "persona di comprovate capacità manageriali e gestionali in relazione ai pregressi incarichi e ruoli ricoperti, che ha fatto del rispetto della legalità la missione della propria vita, vuole essere una risposta chiara e univoca dell'azionista di riferimento della società per affermare che il rispetto della legge, l'etica, la trasparenza sono valori della Mantovani, i quali devono trovare espressione in tutti i rapporti con gli stakeholders della società, in particolare i dipendenti, i committenti pubblici e privati, i partners nei progetti e nelle iniziative, il mondo finanziario, gli azionisti". Il nuovo cda è composto da altri tre membri, tutti amministratori delegati: Giampaolo Chiarotto, Paolo Dalla Via, e Gianfranco Zoletto. 

LA DICHIARAZIONE DI DAMIANO. "Personalmente - ha dichiarato Damiano - sento il privilegio, l'onore e la responsabilità per essere stato scelto a ricoprire un incarico di prestigio, ma anche di grande delicatezza in questo momento. Sono estremamente grato al presidente della Holding Serenissima Spa, Romeo Chiarotto, e farò di tutto ciò che è nelle mie possibilità e capacità per il bene della Mantovani e per salvaguardare tutti gli aspetti occupazionali in un territorio che ne ha estremamente bisogno".

IL CURRICULUM. Damiano, 64 anni, ha trascorso la sua vita professionale nella Polizia di Stato dal 1976 fino al 2012 anno in cui ha lasciato, come dirigente generale, dopo 4 anni come Questore di Treviso. Prima è stato al vertice della Digos di Padova dove ha svolto indagini sulle principali organizzazioni eversive sia di estrema destra che di estrema sinistra come 'Brigate Rosse' e 'Prima Linea'. In particolare ha contribuito all'operazione '7 Aprile' nei confronti dei vertici di 'Autonomia operaia', arrestato personalmente Toni Negri, ed ha partecipato alle indagini che portarono alla liberazione del gen. americano James Lee Dozier sequestrato dalle Brigate Rosse. Successivamente, alla direzione della squadra Mobile, sempre a Padova, è stato impegnato soprattutto nello sgominare la 'Mala del Brenta', con l'arresto del boss Felice Maniero, dopo la fuga dal carcere di Padova. Per le sue attività ha ricevuto dal Ministero dell'interno 30 alti riconoscimenti ed ha sempre riscosso stima da parte dell' autorità giudiziaria, delle organizzazioni sindacali, del mondo dell'imprenditoria e della classe politica.

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