Sognano la fuga in Francia, si ritrovano a Grantorto: amara sorpresa per due clandestini

Protagonisti di un episodio tanto assurdo quanto drammatico due ragazzi che per arrivare in Francia si sono nascosti in un mezzo pesante. Che però li ha portati nel Padovano

Un altro viaggio della speranza, che forse doveva essere l'ultimo, per raggiungere la meta tanto desiderata dopo un percorso interminabile dal cuore dell'Africa fino all'Europa. Un ultimo gesto disperato, rinchiusi per ore nel cassone di un camion per varcare la frontiera francese, e poi lo shock: trovarsi non in Francia ma nella campagna padovana.

Un esodo senza fine

Ha dell'incredibile la storia di due giovani migranti africani di 34 e 27 anni, nati rispettivamente in Niger e in Sudan. Dopo aver lasciato l'Africa in cerca di una vita migliore, l'approdo in Italia, la risalita della penisola fino a Ventimiglia e a poche decine di chilometri il coronamento del sogno: la Francia. Per valicare le Alpi i due hanno scelto di non aspettare i tempi previsti dalla burocrazia per la gestione dei migranti e hanno scelto di salire su un camion con targa spagnola, confidando di scendere una volta varcata la frontiera.

La partenza

Nel paesino in provincia di Imperia nessuno si è accorto della loro presenza a bordo, tanto che il 43enne autista spagnolo è regolarmente partito con il suo carico. Il dettaglio che i due africani non avevano tenuto in considerazione era la destinazione del mezzo: non la Spagna, bensì l'Italia, in particolare un piccolissimo paese della provincia padovana, Grantorto.

La richiesta di aiuto

L'allarme è scattato alle 13, quando alla linea di emergenza del 112 è arrivata una telefonata disperata con cui uno straniero cercava di spiegare in francese di essere rinchiuso nel cassone di un camion insieme a un'altra persona. L'operatore ha cercato in ogni modo di farsi spiegare la posizione esatta del mezzo, ma il sudanese è riuscito a dare solo pochi riferimenti. Fondamentale è risultata la localizzazione della chiamata attraverso la cella telefonica, che ha permesso al centralinista di inviare una pattuglia nella zona industriale del piccolo comune cittadellese.

Il recupero

La meta era il capannone dell'azienda Valbrenta Gelati, dove i militari hanno trovato un autotreno in sosta. Insieme all'autista che era ancora sul posto, i carabinieri hanno notato una mano che cercava di allentare il telone del cassone e hanno immediatamente aperto il portellone posteriore. All'interno, nello stupore generale e davanti al guidatore visibilmente scosso, i due stranieri. Clandestini e senza documenti, gli africani hanno fornito le loro generalità e hanno raccontato l'avventura che li ha condotti fin nel Padovano, confusi dalla targa spagnola del mezzo.

I soccorsi

Sul posto è arrivata anche un'ambulanza, che li ha portati al pronto soccorso di Cittadella per accertarne lo stato di salute. Entrambi erano comunque n buone condizioni, anche se comprensibilmente provati dalle dure condizioni del lungo viaggio. Anche l'autorità giudiziaria è stata informata in attesa di procedere.

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